Appello degli psicologi sul porto d’armi

Il presidente regionale: «Non basta la visita medica, prima di concederlo a qualcuno consultateci»

Prima di dare la possibilità a una persona di detenere un’arma non serve solo una visita medica sotto il profilo dell’idoneità dei requisiti psicofisici, ma ci vorrebbe anche il coinvolgimento degli psicologi per valutare il profilo del richiedente.

A chiederlo è il presidente dell’Ordine degli psicologi del Fvg Roberto Calvani, che ha sottolineato: «In riferimento all’obbligo, per i detentori di armi, di sottoporsi ad una visita medica per valutare se gli stessi possiedono i requisiti psicofisici al possesso di armi, sia da fuoco sia da taglio, i possessori devono rivolgersi al proprio medico di base perché questi ne attesti l’integrità psicofisica. Ulteriore certificazione dovrà essere rilasciata dal settore medico legale delle aziende sanitarie, o da un medico militare della polizia di Stato, o del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, che ha facoltà di richiedere tutti gli ulteriori specifici accertamenti che riterrà necessari, da svolgersi presso strutture sanitarie pubbliche. Quindi il solo giudizio clinico del medico, anche se specialista, sarebbe sufficiente per stabilire che una persona ha i requisiti psicologici per detenere in sicurezza un’arma, senza indagini scientifiche specifiche sulla sua psiche».

«Le cose – ha proseguito Calvani – potrebbero però non essere così semplici e all’interno del delicato processo decisionale sulla presenza o meno dei requisiti psicofisici per la detenzione di armi in sicurezza dovrebbe entrare, a pieno titolo, la figura professionale dello psicologo. Ad esempio, un conto è certificare con strumenti medici la presenza della patologie, pensiamo ad esempio al morbo di Alzheimer, un altro conto è stabilire come e in che misura i disturbi cognitivi e comportamentali associati alla patologia, quali i disturbi della memoria, i disturbi dell’attenzione, i disturbi delle funzioni di controllo dell’azione e del comportamento, i disturbi delle abilità visuo-spaziali e prassiche, possono interferire funzionalmente con il possesso in sicurezza di un’arma, che è un atto tipico della professione di psicologo».

Per questo l’Ordine regionale degli psicologi del Fvg auspica che i medici di medicina generale, i medici legali delle aziende per l’assistenza sanitaria, i medici militari della polizia di Stato o dei vigili del fuoco, si avvalgano della fondamentale consulenza degli psicologi per accertare la presenza o meno dei requisiti psicofisici nelle persone che possiedono e detengono armi.

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