Antitrust indaga sui prestiti di BpVi: "Clienti costretti ad acquistare azioni"

Ispezioni della Gdf in alcune sedi della banca: i vecchi amministratori ora rischiano una maxi sanzione. L’Autorità garante della concorrenza e del mercato apre l’istruttoria per pratica commerciale scorretta

UDINE. Nuove nubi si addensano sulla vecchia gestione di Banca Popolare di Vicenza. L’Antitrust (l’Autorità garante della concorrenza e del mercato) indaga sui meccanismi di concessione dei prestiti alla clientela da parte di BpVi. In sostanza l’Autorità vuole capire se, in qualche modo, vi sia stata costrizione all’acquisto di azioni al momento della sottoscrizione di un mutuo o dell’accensione di un fido.

A tal proposito, per accertare queste condotte, martedì alcuni funzionari dell’Agcm hanno eseguito una serie di ispezioni nelle sedi dell’istituto di credito, con l’ausilio del Nucleo speciale Antitrust della Guardia di Finanza.

«Sulla base di informazioni acquisite ai fini dell’applicazione del Codice del consumo - si legge nella nota ufficiale dell’Antitrust pubblicata sul sito Internet istituzionale -, l’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha avviato un procedimento istruttorio per presunta pratica commerciale scorretta nei confronti di Banca Popolare di Vicenza.

La banca avrebbe nei fatti condizionato l’erogazione di finanziamenti a favore dei clienti (mutui, prestiti personali, aperture di credito in conto corrente) all’acquisto da parte loro di azioni od obbligazioni convertibili dell’istituto, anche concedendo somme superiori agli importi richiesti in caso di accettazione di questi titoli. Una tale condotta potrebbe integrare una pratica commerciale scorretta, in quanto idonea a limitare considerevolmente la libertà di scelta dei consumatori in relazione ai prodotti di finanziamento.

L’indebito condizionamento, connesso alla possibilità di ottenere il finanziamento solo sottoscrivendo titoli della stessa banca, appare infatti qualificabile come comportamento idoneo a fare assumere una decisione commerciale che il consumatore non avrebbe altrimenti preso. E ciò a prescindere dal tipo di informazione resa sulle caratteristiche e sul grado di rischiosità del titolo abbinato». Se l’Antitrust dovesse accertare, al termine di 180 giorni, le pratiche scorrette, scatterebbe una maxi sanzione ai vecchi dirigenti.

Il “bubbone” dei finanziamenti della Vicenza ai propri soci era scoppiato nel corso del 2015 dopo l’ispezione Bce che aveva fatto emergere prestiti nell’ordine del miliardo di euro realizzati dalla Popolare ai propri clienti allo scopo di far comprare azioni della banca.

Un primo epilogo si è in realtà giù visto sabato con il sofferto via libera in assemblea alla trasformazione di BpVi in società per azioni, all’aumento di capitale fino a 1,76 miliardi e alla quotazione in Borsa.

A inizio mese, intanto, all’indagine in corso sull’ex presidente Gianni Zonin e su altri 5 manager per aggiotaggio e ostacolo agli organi di vigilanza, sono emersi due nuovi filoni sui quali è al lavoro la Procura di Vicenza: associazione a delinquere e falso in bilancio. Sul fronte giudiziario sono tre, come è noto, le Procure che indagano: oltre a Vicenza, pure Udine e Prato.

In particolare a Udine sono giunti in poche settimane un centinaio di esposti da parte di clienti della banca: querele dettagliate su come funzionavano i meccanismi di accensione mutui e di concessione dei prestiti, che venivano regolarmente “accompagnati” dall’acquisto di pacchetti azionari con tagli minimi di 100 titoli al prezzo rivelatosi fittizio di 62,50 euro, mentre oggi l’azione vale 6,30 euro, prima dell’ingresso in Borsa. Bce e Consob avevano svolto durante tutto il 2015 attività ispettive su diverse operazioni e voci di bilancio, comprese anche partecipazioni come quella in Cattolica assicurazioni.

Infine ieri sera si è riunito il Consiglio di amministrazione che ha convocato l’assemblea dei soci per il 26 marzo. Per quell’occasione l’ordine del giorno prevede l’esame e approvazione del bilancio al 31 dicembre 2015, che si è chiuso con un passivo di 1,4 miliardi di euro. Sarà poi illustrata la relazione del Cda sulla gestione, la relazione del Collegio sindacale e della società di deliberazioni inerenti e conseguenti, le politiche di remunerazione e incentivazione.

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