Ammanchi, “Gianni” Toso verso il rinvio a giudizio

Gradisca: l’ex dirigente del comune è accusato di peculato e truffa I legali dell’imputato devono ancora definire la procedura del risarcimento
Di Franco Femia
Bumbaca Gorizia 07.05.2010 Processo violenze bimbo - Foto di Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 07.05.2010 Processo violenze bimbo - Foto di Pierluigi Bumbaca

GRADISCA. La Procura della Repubblica di Gorizia ha chiuso l’inchiesta sugli ammanchi al Comune di Gradisca e si appresta a chiedere il rinvio a giudizio dell’ex dirigente degli Uffici finanziari Ermenegildo “Gianni” Toso, ragioniere, 57 anni, residente a Ruda, per peculato e truffa.

In un primo tempo sembrava che la vicenda si risolvesse con la richiesta di patteggiamento da applicare dinanzi al gip, ma fino a ieri alla Procura non era giunta alcuna notizia della completa restituzione dei soldi all’amministrazione comunale di Gradisca. E a questa liberatoria è vincolato l’assenso del sostituto procuratore della Repubblica Michele Martorelli, titolare dell’indagine, al rito alternativo. Liberatoria che non è ancora giunta negli uffici del secondo piano del Palazzo di giustizia.

L’accordo tra le due parti per quanto riguarda il risarcimento sembra comunque in dirittura d’arrivo e spetta ai legali di Toso, l’avvocato Jesu del foro di Udine, e del Comune di Gradisca, avvocato Gaggioli, definire i dettagli e poi informare la magistratura.

D’altra parte la richiesta di patteggiamento può essere inoltrata anche in sede di udienza preliminare e in tale sede applicata con il consenso delle parti permettendo a Toso di ottenere ugualmente uno sconto sulla pena.

La restituzione dei soldi al Comune di Gradisca blocca poi anche l’altro procedimento che è stato aperto dalla Corte dei conti nei confronti di Toso per danno erariale .

La vicenda era venuta alla luce un anno fa quando gli amministratori comunali si erano accorti che qualcosa non quadrava nei conti del bilancio e avevano inviato un esposto-denuncia sia alla magistratura ordinaria che a quella contabile. In particolare era emerso dall’indagine condotta dalla Guardia di finanza che Toso si era intascato i soldi che erano destinati al pagamento delle fatture di alcune ditte che lavoravano per il Comune isontino.

Dagli accertamenti era risultato che il totale degli ammanchi, avvenuti in più esercizi finanziari, ammontava a 360mila euro. Un terzo di questa somma, circa 123 mila euro, è già stata restituita al Comune gradiscano.

Dopo essere stato sollevato dall’incarico e spostato in un altro ufficio di Palazzo Torriani, Toso nell’estate scorsa aveva dato le dimissioni.

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