Altro passo verso l’Unione C’è il via libera allo statuto

Nove comuni del Gemonese hanno dato l’ok al maxi-ente da 25 mila abitanti. Il commissario Urbani: i sindaci avranno stessi pesi e responsabilità in giunta

GEMONA. Approvato in via definitiva lo statuto della futura Unione del Gemonese che individua le linee guida della programmazione del nuovo ente e i criteri di riparto della ex Comunità Montana del Gemonese Canal del Ferro e Val Canale.

Ulteriore passo avanti quindi nella complessa fase di transizione prevista dalla legge 14 del 2011, che prevede l’istituzione delle Unioni dei Comuni Montani in un’ottica di semplificazione dell’ordinamento locale in territorio montano. Nello specifico, la Comunità montana sarà suddivisa nelle due Unioni del Gemonese e del Tarvisiano-Canal del Ferro e Valcanale con sedi rispettivamente a Gemona e a Pontebba.

Approvate quindi le modalità di suddivisione del patrimonio e della pianta organica dei dipendenti, nonchè di ridistribuzione dei debiti pregressi e di eventuali crediti esistenti. Il criterio dell’attuale ubicazione territoriale verrà applicato nel caso degli immobili (che rimangono all’Unione nel cui territorio sono ubicati) e, indirettamente, anche dei debiti e crediti: in altre parole, questi seguiranno l’opera o il progetto a cui si riferiscono e quindi il territorio dove questi ultimi si stanno realizzando.

Per quanto riguarda il personale, gli organici non dovrebbero subire modifiche, vista la volontà politica di favorire il più possibile una transizione fluida, indipendentemente dalla diversa proporzione di popolazione nei due futuri enti. Paolo Urbani, nella doppia veste di amministratore temporaneo dell’ex ente comprensoriale e di presidente pro tempore nell’Unione del Gemonese, puntualizza: «Fino al 30 novembre i Comuni interessati potranno vagliare lo statuto adottato (ma non ancora trasmesso in Regione, in attesa di avere direttive a riguardo).

Proprio grazie alla fattiva collaborazione di tutti i sindaci, siamo già pronti a partire con l’Unione: si tratta di una svolta epocale, che andrà a costituire un ente considerevole (comprendente Gemona, Artegna, Trasaghis, Bordano, Forgaria, Venzone, Moggio, Montenars e Resiutta), che rappresenterà una popolazione di quasi 25 mila abitanti».

Secondo Urbani, inoltre, di fondamentale importanza il fatto che nella futura giunta, costituita dai 9 sindaci più da un rappresentante delle minoranze per ciascun consiglio, ciascun comune avrà diritto a un voto, indipendentemente dalla popolazione corrispondente, garantendo pari dignità, ma anche pari responsabilità. Infine, il presidente pro tempore nell’Unione del Gemonese si appella alla Regione affinchè la riforma venga applicata in maniera uniforme su tutto il territorio della regione, come da impegno assunto all’interno della stessa legge.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto