Alpinista friulano nella storia: compie la prima discesa assoluta con gli sci della Caroline Face

L’impresa di Enrico Mosetti in Nuova Zelanda. Una linea di discesa lungo quell’impressionante parete è qualcosa che solo pochi al mondo possono osare: ha compiuto assieme a due compagni di nazionalità britannica, Ben Briggs e Tom Grant, la prima discesa assoluta con gli sci della Caroline Face, il versante più aspro e difficile del Monte Cook

UDINE.Una nuova grande impresa alpinistica con gli sci, di rilievo mondiale, è stata compiuta da un nostro corregionale.

La notizia è arrivata nella mattinata di venerdì 27 ottobre, alle cinque e mezza a Tarvisio, dalla Nuova Zelanda. Più precisamente dalla South Island (Isola del Sud), la più grande delle isole che compongono il complesso della nazione oceanica terra degli Hobbit.

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E’ lì che Enrico Mosetti, il talentuoso sciatore goriziano già protagonista di straordinarie linee di discesa su montagne nostrane e d’oltreoceano (ricordiamo il Perù nel 2015 e il tragico Pakistan nel maggio 2016), ha compiuto assieme a due compagni di nazionalità britannica, Ben Briggs e Tom Grant, la prima discesa assoluta con gli sci della Caroline Face, il versante più aspro e difficile del Monte Cook.

Montagna di 3724 metri nel cuore dell’omonimo Parco Nazionale, il Mount Cook (Aoraki nella lingua Māori, che significa "Colui che buca le nuvole"), presenta un versante sud est - la Caroline Face appunto - che è stato l’ultimo a essere salito, nel 1970, e che conta una sola manciata di ascensioni da quella volta. Immaginare una linea di discesa lungo quell’impressionante parete è qualcosa che solo pochi - arditi e folli? - al mondo possono osare.

Non è un caso che dagli addetti ai lavori venga definita “nasty”, cattiva, e anche “unremitting”, che potrebbe tradursi con una circonlocuzione come “che non dà tregua”, dato che tutto il versante è percorso da un ghiacciaio, ripido, rotto, tormentato e imprevedibile. Ma proprio per questo desiderato e affascinante. 

“Abbiamo fatto Carolina! E in polvere… ti scrivo dal cell di Tom che prende un po’.. comunque torneremo giù a breve”. Questo il messaggio arrivato alle prime luci dell’alba a Beatrice, la fidanzata di Enrico. I ragazzi hanno trovato condizioni eccezionalmente favorevoli durante la discesa, ovvero neve polverosa, che ha dato loro la possibilità anche di divertirsi e di rischiare relativamente meno - al netto di possibili valanghe - a fronte di una discesa su pendii ghiacciati o di neve dura.

Si tratta di milleottocento metri di discesa. I dettagli non sono ancora noti perché è già un miracolo che i ragazzi siano riusciti a trasmettere un messaggio ai familiari. Il viaggio è iniziato lo scorso 17 ottobre e il rientro è previsto per il 13 novembre. Questa parete era l’obiettivo principale della spedizione, il più ambizioso.

L’ultimo post di Enrico sulla sua pagina FB risale al 23 ottobre ed è scritto dal Parco Nazionale del Monte Cook / Aoraki: annuncia la partenza in aereo nella zona destinata a campo base e mostra una scultura raffigurante divinità Maori.

“E’ stata l’ultima volta che lo abbiamo sentito - dice la mamma Graziella - e ci ha detto che per sette o otto giorni non sarebbe stato in grado di dare sue notizie. I ragazzi alloggiano in una sorta di capanna attrezzata dai ranger del parco. Hanno un telefono satellitare ma lo usano solo per emergenze”.

Il ventottenne goriziano si è distinto nel 2015 per una spedizione compiuta in solitudine sulle montagne della Cordillera Blanca in Perù e in particolare per la discesa dall’Artesonraju, la montagna della Paramount Picture. Nel maggio 2016 invece era partito per il Pakistan assieme a tre compagni italiani, il veneto Carlo Cosi e altri due corregionali, il tarvisiano Zeno Cecon e il muggesano Leonardo Comelli, per scendere il Leila Peak. Durante la discesa perse la vita Comelli.

Ora Mosetti, che ha da poche settimane conseguito il brevetto definitivo di Guida Alpina, condivide questo exploit in una spedizione internazionale con un team - di cui è il più giovane - unito unicamente dalla comune passione per la neve e per le montagne. E abbatte una frontiera ritenuta invalicabile dai più.

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