Alleanza tra gli ex sindaci «Ovaro deve rinascere»

La crisi istituzionale del Comune che ha visto Mario Cattarinussi dimettersi dalla carica di primo cittadino dopo soli sei mesi dalle elezioni, è stata il punto cruciale di una riunione alla quale sono stati chiamati tutti gli ex sindaci di Ovaro. Alla riunione hanno aderito i già sindaci Franco Fabris, Remigio Timeus, Lino Not, Romeo Rovis, Mara Beorchia e Giulio Magrini che hanno amministrato il Comune negli ultimi 40 anni. Un vertice, al di là delle diverse appartenenze politiche, con l’intento di verificare quanto accaduto e rilanciare il paese.
I sei ex sindaci condividono dunque «la necessità di una svolta, di girare questa brutta pagina per la comunità, che si è conclusa con il commissariamento del Comune dopo le dimissioni del sindaco e della sua maggioranza ad appena sei mesi della loro elezione, dimissioni le cui responsabilità ricadono tutte sui dimissionari». I già sindaci ritengono che Ovaro debba riprendere un ruolo ed essere volano di iniziative per essere propositivo non solo per la comunità locale, «dove – conferma Lino Not – è necessario ricompattare, sebbene sia un compito non facile, il tessuto sociale», ma anche impegnarsi per la vallata così da ritornare a essere un punto di riferimento. «A livello carnico bisognerà ricominciare a essere presenti nei diversi enti dove si prendono decisioni importanti, non solo per Ovaro ma anche per la montagna», sottolineano i sei ex amministratori. Si prospetta quindi un grande lavoro per chi sarà eletto in primavera al termine del periodo di commissariamento.
I già sindaci formulato poi i migliori auguri di buon lavoro al commissario Silvia Zossi che reggerà le sorti del Comune in questi mesi, e si dichiarano disponibili a collaborare nel paese per costruire un programma e unire un gruppo di persone da proporre per le elezioni di primavera, «così da ridare fiducia alla popolazione che in questo momento è in una forte condizione di sfiducia».
Il sindaco che ha preceduto Cattarinussi, Mara Beorchia, spiega a chiare lettere che la sua intenzione, condivisa dagli altri ex primi cittadini, «non è certamente quella di riproporsi alle prossime elezioni a sindaco del paese. Il mio interessamento – dichiara l’ex primo cittadino – è solamente teso a far sì che in paese si possa respirare un nuovo clima, più distensivo e di sano vivere. Sono disposta a fare ragionamenti per portare serenità in paese, ma poi farò un passo indietro e lascerò alle forze politiche che si presenteranno l’onore e l’onore di candidarsi a sindaco».
In questo momento la sensazione in paese è che la situazione sia più ingarbugliata di quanto non lo fosse lo scorso maggio, quando alle votazioni si presentarono quattro liste. «Spero solo – termina Beorchia – che quanto accaduto a Ovaro la scorsa primavera, con l’entrata a gamba tesa in paese di personaggi che poco e nulla hanno a che fare con la nostra comunità, sia da monito per le prossime elezioni ». —
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto








