Allarme truffe agli anziani nel Pordenonese: 30 tentativi in poche ore, due persone raggirate
Venerdì 3 luglio una raffica di telefonate ha colpito numerosi comuni della provincia di Pordenone. Grazie alla prontezza delle vittime e alla chiamata al 112 sono stati sventati 28 raggiri, ma due anziane hanno consegnato gioielli ai truffatori. I carabinieri rinnovano l'appello: nessun militare chiede denaro o preziosi

Nuova ondata di tentativi di truffa ai danni degli anziani nel Pordenonese. A partire dalle 12 di venerdì 3 luglio 2026, il territorio provinciale è stato interessato da decine di telefonate fraudolente con le quali i malviventi hanno cercato di convincere le vittime a consegnare denaro e gioielli.
Nel giro di poche ore i carabinieri hanno accertato ben 30 tentativi di raggiro. In 28 casi, però, gli anziani hanno riconosciuto il pericolo, hanno interrotto la telefonata e hanno contattato immediatamente il Numero Unico di Emergenza 112, impedendo ai truffatori di portare a termine il colpo.
Pordenone il comune più colpito
Il maggior numero di episodi è stato registrato nel capoluogo, dove sono stati segnalati 16 tentativi di truffa.
Altri due casi sono stati rilevati ad Aviano, Azzano Decimo, San Giorgio della Richinvelda e Sesto al Reghena. Un tentativo ciascuno è stato invece segnalato a Brugnera, Fiume Veneto, Fontanafredda, Montereale Valcellina, Porcia e Zoppola.
I truffatori fingevano di essere carabinieri o finanzieri
Anche questa volta i malviventi hanno utilizzato schemi ormai consolidati, spacciandosi per appartenenti all'Arma dei carabinieri o alla guardia di finanza.
Tra le scuse utilizzate figuravano il presunto furto di gioielli commesso con un'auto dalla targa clonata, un incidente stradale provocato da un familiare, il controllo sull'autenticità dei preziosi oppure documenti d'identità clonati e utilizzati per commettere reati.
In diversi casi i truffatori hanno anche tentato di convincere uno dei due anziani della coppia a uscire di casa con il pretesto di recarsi presso uffici pubblici, come la Motorizzazione o le sedi delle forze dell'ordine, lasciando così il complice libero di entrare nell'abitazione.
Due truffe sono andate a segno
Nonostante la maggior parte dei tentativi sia fallita, due anziane sono rimaste vittime del raggiro.
Ad Azzano Decimo, poco prima delle 16, una donna di 80 anni ha ricevuto la telefonata di un uomo che si è qualificato come carabiniere. Con il pretesto di verificare alcuni gioielli dopo un presunto furto in gioielleria, il truffatore si è presentato alla porta dell'abitazione riuscendo a farsi consegnare sei catenine e quattro anelli in oro, il cui valore è ancora in fase di quantificazione.
Poco dopo, intorno alle 16.30, a Pordenone una donna di 94 anni è stata contattata con la falsa storia di documenti clonati utilizzati per commettere reati. Successivamente un uomo, qualificatosi come funzionario del Tribunale, si è recato a casa dell'anziana chiedendo di controllare i suoi preziosi. Al termine del falso accertamento si è allontanato con due catenine in oro.
La campagna di prevenzione ha evitato decine di raggiri
Secondo i carabinieri, il fatto che 28 tentativi siano stati sventati dimostra l'efficacia della campagna di sensibilizzazione portata avanti negli ultimi mesi dall'Arma, anche grazie alla collaborazione degli organi di informazione.
Sempre più anziani, infatti, riconoscono le tecniche utilizzate dai truffatori e preferiscono interrompere immediatamente la conversazione, rivolgendosi alle forze dell'ordine.
L'appello dei carabinieri: «Chiamate subito il 112»
L'Arma ricorda che nessun carabiniere, appartenente alla guardia di finanza o funzionario di altri enti pubblici si presenterà mai a casa dei cittadini per chiedere denaro, gioielli o altri beni di valore.
In presenza di telefonate sospette o richieste simili, l'invito è quello di non consegnare nulla, interrompere immediatamente la conversazione e contattare senza esitazione il Numero Unico di Emergenza 112.
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