Alla chiusura del bar regala brioches e panini: «È un periodo molto difficile per tutti»

Udine, il titolare del bar Beethoven di piazza Primo Maggio. «Chi viene dai sacrifici conosce l’importanza dell’aiuto»  

Udine. Barista regala l'invenduto a chi ne ha bisogno

UDINE. Ritiene inutile portare in piazza la rabbia per la riduzione degli incassi o per le chiusure anticipate. Meglio spendersi per aiutare chi ha più bisogno, «chi, pur essendo in grave difficoltà, non si lamenta».

Alex Carlucci da pochi mesi ha rilevato il “Bar Beethoven” di piazza Primo Maggio. Mezzo friulano e mezzo lucano, si è voluto mettere in gioco in un periodo non facile per nessuno, investendo in un’attività economica nonostante il coronavirus e le chiusure imposte dal governo.

«Abbiamo aperto il 20 agosto dopo aver ristrutturato i locali, ma con il nuovo Dpcm gli incassi sono diminuiti del 50%. Siamo in grande sofferenza, non si può negare, anche perché noi lavoriamo soprattutto con le scuole e con gli uffici. Oggi purtroppo, tra didattica e distanza e smart working, buona parte della clientela ci sta venendo a mancare».

Azzardo o coraggio? Carlucci non ha dubbi: «Prima o poi sarà messo un punto a questa emergenza, e noi saremo pronti a ripartire, avendo coronato il nostro sogno dopo aver investito nel locale i nostri risparmi». Così il barista di piazza Primo Maggio riesce a guardare a chi sta peggio: «C’è gente che è davvero in difficoltà con intere famiglie che hanno bisogno e faticano ad arrivare a fine mese. Anziché buttare tutto quello che facciamo perché non regalarlo a chi ne ha bisogno? Aiutiamoci tra di noi perché sicuramente qualcosa di buono uscirà».

E così alle 18, quando il Bar Beethoven è costretto a chiudere i battenti per le restrizioni del Dpcm, è il momento della solidarietà, con le persone in difficoltà che possono contattare il titolare del locale via Facebook, per concordare le modalità del ritiro di panini, brioches, tramezzini. E le prime richieste di informazioni sono già arrivate, con i prima che passeranno a ritirare i pacchetti questa sera. Con il nostro gesto speriamo di regalare un piccolo sorriso a tutte quelle persone che ne hanno bisogno».

Carlucci assicura che tutto resterà nell’anonimato. «Non vorrei che questa iniziativa passasse come un qualcosa di pubblicitario, ma semplicemente come un gesto a favore del prossimo. Chi viene dal sacrificio conosce l’importanza dell’aiuto reciproco».

Sono le 18. Nel bar ci sono ancora una decina di clienti e altri sono seduti sulla terrazza esterna. Nonostante qualcuno chieda di farsi ancora servire da bere, Carlucci si dimostra inflessibile e caccia via, letteralmente, le persone. «Non è piacevole, ma purtroppo lo devo fare». Alex Carlucci chiude con un appunto: «Chi sta mancando in questa fase – commenta – sono le istituzioni. Sono qui da quattro mesi e non si è visto nessuno». –

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