Alexander, unificate dal giudice le due istanze di fallimento

MANIAGO. Si torna a parlare di Alexander a Maniago. La storia dell’ultima azienda industriale di coltellerie e con le radici più antiche sembra non essersi conclusa con la dichiarazione di cessata attività del 29 febbraio scorso, in seguito alla quale tutti e 19 i dipendenti erano stati mandati in mobilità. In questi giorni il caso tiene ancora banco e si parla di fallimento. Un creditore e la Procura della repubblica hanno depositato, di recente, due istanze di fallimento nella cancelleria del tribunale fallimentare di Pordenone e nel corso dell’udienza, che si è tenuta ieri, per il provvedimento presentato da un fornitore il giudice ha stabilito di unificare le due istanze per discuterle assieme il prossimo 29 giugno. È stato l’avvocato difensore di Alexander, Nino Orlandi, a richiedere «la proroga per permettere all’azienda di presentare un piano di concordato, per andare incontro ai creditori e sanare tutte le pendenze, della cui redazione, da tempo, è stato incaricato uno studio professionale».
«Stiamo aspettando con ansia la nuova udienza – ha commentato Massimo Albanesi della Fim Cisl, che in questi anni ha sempre seguito da vicino la situazione dei dipendenti di Alexander, subito dopo aver appreso la notizia – sperando che in questa giornata si possa finalmente concludere la tormentata vicenda. Siamo in attesa, infatti, di poter tornare in possesso dei circa 400 mila euro lordi dovuti per trattamento di fine rapporto e fondo pensione integrativo Cometa».
Una buona notizia, quindi, per gli ex dipendenti di Alexander è finalmente arrivata. Infatti, se da un lato diverse delle maestranze in esubero, nonostante gli incentivi garantiti dalla mobilità, non sono riuscite a essere riassorbite in altre aziende e si trovano a casa senza intravedere grandi spiragli di ricollocazione, magari a pochi anni di distanza dalla pensione, dall’altro, con il fallimento dell’azienda, riusciranno a tornare in possesso delle somme che spettano loro di diritto. Si può ben comprendere, dunque, con quale stato d’animo gli ex dipendenti stanno attendendo l’udienza del 29 giugno che si terrà in tribunale a Pordenone e si auspica possa porre fine a un lungo e doloroso calvario, cominciato lo scorso anno quando l’impresa aveva fatto ricorso alla cassa integrazione straordinaria.
L’azienda, che rappresentava un caposaldo nell’ambito delle coltellerie del Maniaghese, ora è in liquidazione e l’incarico di liquidatore è stato affidato a Gioacchino Campanella. Inoltre, il 20 febbraio 2012 il registro delle imprese della Camera di commercio di Pordenone ha iscritto la cancellazione di Alexander dal registro stesso. Ma allo stato attuale, all’interno del magazzino dello stabilimento maniaghese di Alexander, trovano ancora impiego due lavoratori, che sono stati prelevati dalle liste di mobilità e assunti a tempo determinato dalla Global Corporate, la società di cui è amministratore unico Fulvio Boglione e che ha acquistato i marchi storici Alexander, Buffalo e Coricama, affinché si occupino delle operazioni di trasferimento dei materiali nella sede di Torino e della gestione dello spaccio aziendale ancora attivo all’interno dello stabilimento. Per far fronte alle richieste del mercato, inoltre, la fabbricazione di lama era stata terzializzata a un altro produttore.
Giulia Sacchi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto








