«Alcuni ospedali vanno riconvertiti»

La presidente Serracchiani al Lions rilancia la necessità di dare corso alla riforma sanitaria

UDINE. «Forse questa regione non era abituata alla sofferenza: fino a pochi anni fa bisognava quasi inventarsi come spendere i soldi, e allora si creavano partecipate e società. Oggi che quelle risorse non ci sono più i tagli sono doverosi, a cominciare dalla macchina regionale».

Così Debora Serracchiani, ospite lunedì sera del Lions club Udine Host, ha sintetizzato l’operazione di spending review che sta “decimando” benefit e privilegi. Stop a rimborsi spese dei consiglieri regionali, via telepass, vitto e caffè, ridotte del 40% le indennità, eliminati i vitalizi: ecco come i cittadini del Fvg stanno risparmiando sui costi della politica.

L’impegno della Serracchiani di dare il buon esempio è piaciuto ai soci Lions presenti alla serata, aperta dal presidente Davide Rigonat, il quale ha ripercorso la storia del club, il primo Lions ad essere fondato ad Udine, nel 1955, e uno dei primi in Italia (il prossimo anno celebrerà il 60° anniversario).

L’ospite, accompagnata dal capo di Gabinetto, Agostino Maio, ha illustrato l’opera di razionalizzazione su cui la Regione sta lavorando: in primis la sanità, che pesa gravemente sul bilancio. «Ventiquattro ospedali per meno di 1 milione e 200 mila abitanti, pari ai cittadini della provincia di Brescia - ha affermato - sono davvero troppi. Alcuni vanno riconvertiti. La riforma sanitaria, che sarà operativa da gennaio 2015, è necessaria per contenere le spese mantenendo i servizi».

A fine serata Rigonat ha illustrato al presidente della Regione gli importanti “service” realizzati dal Lions club Udine Host negli ultimi anni, soprattutto nell’ambito del welfare e della sanità: dal macchinario regalato al reparto di pediatria dell’ospedale di Udine al supporto fornito alla onlus Melograno per la realizzazione di un Centro diurno per disabili, dalle borse di studio universitarie al sostegno delle donne operate al seno attraverso l’Andos.

Serracchiani, sollecitata dalle domande del pubblico, ha toccato altri punti: il superamento delle Province e la revisione dei centri dell’impiego, poco utilizzati («Solo il 4% degli imprenditori cerca risorse umane tramite questo strumento») e da concentrare quindi in un unico centro regionale, poi il piano del paesaggio e quello del commercio. «Molti centri commeraciali sono vuoti - ha affermato - basta utilizzare suolo, si utilizzino i capannnoni vuoti». Infine il “tormentone” terza corsia, opera irrinunciabile e strategica «che non può essere realizzata solo con i soldi del Fvg – ha ribadito Serracchiani – e neppure con il pedaggio autostradale. Si sta pagando un’opera ancora da fare».

Argomenti:sanità

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto