Al Tar per l’appalto da 28 milioni, ma vince l’ospedale

È finita dinanzi ai giudici del Tar di Trieste la vertenza legata al bando di gara per la fornitura e la distribuzione di prodotti per l’incontinenza, un affare da oltre 28 milioni di euro, assegnato...
Udine 6 febbraio 2013 assemblea medici Telefoto Copyright Petrussi Foto Press /turco
Udine 6 febbraio 2013 assemblea medici Telefoto Copyright Petrussi Foto Press /turco

È finita dinanzi ai giudici del Tar di Trieste la vertenza legata al bando di gara per la fornitura e la distribuzione di prodotti per l’incontinenza, un affare da oltre 28 milioni di euro, assegnato dall’Azienda ospedaliero universitaria Santa Maria della Misericordia di Udine alla ditta Santex spa per 48 mesi.

A presentare ricorso contro la determinazione firmata dal direttore del Dipartimetno servizi condivisi per l’aggiudicazione definitiva con la quale si approvavano le risultanze della gara chiedendone l’annullamento è stata la Sca Hygiene product Spa, rappresentata dall’avvocato Leonardo Salvemini.

Risale ai giorni scorsi la decisione del Tribunale regionale amministrativo, presieduto da Umberto Zuballi (a latere Enzo Di Sciascio e Oria Settesoldi), che ha rigettato il ricorso della ditta Sca Hygiene product Spa, che pure ha partecipato alla gara classificandosi seconda, dando ragione all’Azienda ospedaliero universitaria, rappresentata dall’avvocato Federico Rosati, e alla Santex Spa, difesa dall’avvocato Mauro Ballerini.

Il Tar ha anche condannato l’azienda ricorrente a rifondere 3 mila euro alla ditta e 4 mila euro al Santa Maria per le spese di giudizio.

La gara per il servizio di fornitura prevedeva tre fasi: la prima in seduta pubblica per l’accertamento della regolarità nelle modalità di presentazione e l’apertura dei plichi per la prova del possesso dei requisiti, l’ammissione o l’esclusione dei concorrenti; la seconda fase, in seduta non pubblica, prevedeva la valutazione tecnico qualitativa della fornitura (prima in un laboratorio specializzato, poi con le prove sugli utenti in casa di riposo), quindi con la campionatura; infine era prevista l’apertura delle buste con le offerte economiche in seduta pubblica.

Secondo la ditta ricorrente non sarebbero stati rispettati i procedimenti previsti dal bando di gara. La Sca Hygiene Product ha infatti contestato la violazione dei principi di pubblicità, trasparenza e imparzialità, segnalando un difetto d’istruttoria. Secondo la ditta la commissione non avrebbe effettuato alcun controllo sui campioni trasmessi. Contestata anche l’illogicità dei criteri valutativi, la violazione del divieto di commistione fra requisiti tecnici ed economici e il difetto di istruttoria. Per l’azienda, la Santex doveva essere esclusa in quanto incorsa in un provvedimento di risoluzione contrattuale. Eccezioni che il Tar ha riconosciuto infondate, respingendo il ricorso.(a.c.)

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