Al Deganutti e al Copernico la temperatura comincia a salire: «Richieste inaspettate, non è andata bene»
Con le prove di indirizzo, sono iniziate le prime difficoltà della Maturità 2017. Almeno stando a sentire i ragazzi di Deganutti e Copernico, alle prese ieri rispettivamente con economia aziendale e...

Udine 22 Giugno Esami Deganutti © Petrussi-Bressanutti
Con le prove di indirizzo, sono iniziate le prime difficoltà della Maturità 2017. Almeno stando a sentire i ragazzi di Deganutti e Copernico, alle prese ieri rispettivamente con economia aziendale e matematica.
«Non è andata per niente bene, non mi aspettavo queste richieste», dice una sconsolata Anna Morassi al termine delle sei ore di test. Poco più in là c’è Marianna Zamagna del corso di Relazioni internazionali per il marketing che invece è molto contenta: «In realtà non è uscito quello che mi aspettavo – spiega –, ma una prova più teorica che includeva la redazione di un business plan e di un marketing plan per allargare il bacino di utenza ai mercati esteri». Piuttosto soddisfatto anche Massimo Gallina che pensa già alla tesina: «Ho puntato sulla Illy perché ho visitato l’azienda e mi ha consentito di fare molti collegamenti».
I problemi di matematica al liceo scientifico hanno lasciato un po’in ambasce Lorenzo Dreolini: «Il primo era complesso... anche se quando me l’hanno spiegato era fattibile. Ma sul momento non ho capito le consegne – racconta –. Il secondo era uno studio di funzione, abbastanza abbordabile, altrettanto i quesiti».
Lorenzo all’orale porterà una tesina intitolata “Occidentalizzazione del Giappone nel dopoguerra”. Federico Agnoletti ha la media del 9, 27 al liceo e punta a uscire con più di 82 centesimi, il voto del fratello. «La tesina è fondata sul rapporto tra musica e matematica – dice – perché per molti anni ho suonato il pianoforte».
Accanto a Federico c’è anche Cristina Bertossi che sta vivendo le prove «con sufficiente tranquillità» e pensa al suo futuro: «Sono indecisa fra seguire la mia passione per la sartoria, ostetricia o restare a lavorare nell’azienda agricola di famiglia». (m. z.)
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