Aggressione a Udine: «Nessuna paura, denunceremo ancora»

Dopo il blitz e il pestaggio nell’azienda di via Baldasseria Bassa che svelò i trasporti abusivi, parlano le vittime: le forze dell’ordine ci ascoltino. Sul caso indaga la Squadra mobile
Udine 5 Aprile 2013. Aggessione in Via Baldasseria Media. Telefoto copyright Petrussi Foto Press / Diego Petrussi
Udine 5 Aprile 2013. Aggessione in Via Baldasseria Media. Telefoto copyright Petrussi Foto Press / Diego Petrussi

UDINE. «Mi hanno picchiato, ma non spaventato. Noi non ci arrendiamo, perché siamo sulla strada giusta, quella della legalità. Continueremo a denunciare i trasporti abusivi, come stiamo facendo già da tempo». Parla con difficoltà il dipendente della ditta di trasporti Hermes express preso a sprangate venerdì pomeriggio da tre sconosciuti armati di bastoni in ferro piombati all’improvviso nel capannone di via Baldasseria Bassa 318.

L’uomo, 35 anni, è stato dimesso ieri dall’ospedale. Ha una frattura e numerose ferite, ne avrà per più di quaranta giorni. Sull’aggressione ora sta indagando la Squadra mobile della questura di Udine. Gli investigatori stanno prendendo in considerazione tutte le possibili piste, dal regolamento di conti personale a una possibile vendetta legata al fatto che il titolare dell’azienda, già mesi fa, ha presentato un esposto in Procura parlando appunto dei furgoni che senza autorizzazione eseguono trasporti per conto terzi verso i paesi dell’Est.

I tre malviventi hanno agito a volto scoperto, chiamando il dipendente per nome. Secondo la vittima del pestaggio, che è ucraino, si sono espressi con un accento tipico di chi proviene dalla regione moldava dell’Ucraina.

I responsabili della Hermes non hanno dubbi. Sono sicuri che il violento blitz dell’altra sera è una conseguenza della loro attività di denuncia della concorrenza sleale, come spiega lo stesso titolare della ditta: «Speriamo che, dopo un episodio così grave, la forza delle legge sia superiore alla legge della forza. Auspico un’azione efficace e compatta da parte delle forze dell’ordine, dell’Autorità giudiziaria e da parte di tutte le istituzioni che sono competenti nel settore. Forse, di fronte a tanta violenza, tutti sono divenuti consapevoli del fatto che quanto avevamo spiegato nell’esposto non era uno scherzo».

Il responsabile della Hermes ieri ha ricevuto oltre 50 email di solidarietà e almeno un centinaio di telefonate: «Voglio ringraziare tutte queste persone. La loro vicinanza è stata l’unica bella sorpresa in questo momento così negativo. Mi hanno scritto anche italiani residenti all’estero che hanno letto la notizia su Internet». Tra gli altri, anche il candidato sindaco Adriano Ioan ieri ha voluto fare visita ai dipendenti della ditta di trasporti: «Le aggressioni e le intimidazioni non fanno parte della nostra cultura - ha detto - e la preoccupazione per questa esplosione di criminalità è elevata».

«La Hermes non resterà sola. Massima solidarietà all’azienda da parte della Cna-Fita Fvg, che si mette a disposizione assieme ad altre associazioni di categoria per qualsiasi supporto». Il presidente regionale di categoria della Cna Fvg Giosualdo Quaini invita il settore dell'autotrasporto ad amplificare ancor di più il problema dell’illegalità «continuando a parlarne, perché agli atti mafiosi e alla criminalità organizzata non si risponde col silenzio. Siamo pronti a manifestare davanti ai cancelli della Hermes. Questi delinquenti non hanno fatto altro che scatenare controlli maggiori, che devono essere effettuati sempre più a livello europeo». Quaini aveva segnalato il traffico illegale in regione già 20 anni fa, quando il fenomeno riguardava soprattutto il trasporto di immigrati. «Nell'autotrasporto fare illegalità purtroppo è facile, teniamo tutti alta la guardia».

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