«Adesso pensiamo a curare Denni»

CODROIPO. Non hanno mai smesso di stargli vicino. E ora continueranno a farlo. «La cosa più importante adesso è intraprendere il giusto percorso di cura». Il pensiero corre a Denni. Non è facile, ma i famigliari ora vogliono pensare alle cure del giovane di 24 anni che nella notte tra il 24 e il 25 maggio 2012 uccise con un coltello da cucina il padre 61enne Ernesto Fresco. Anche dopo la sentenza del giudice per le udienze preliminare, che ha deciso di assolverlo perchè non imputabile al momento del fatto per vizio totale di mente disponendo la misura di sicurezza del ricovero in ospedale giudiziario psichiatrico per dieci anni.
«La nostra preoccupazione – ha spiegato il marito della sorella di Denni, Pamela, Giorgio Salvadori – è quella che si trovi il giusto metodo per curarlo anche perchè per ora non si vedono miglioramenti. Comunque non ci aspettavamo nessun’altra sentenza». Lo vanno a trovare regolarmente nella struttura. Fa male perchè il ragazzo continua ancora a parlare del genitore ucciso come di Satana. Oggi come allora quando subito dopo l’aggressione aveva detto di aver agito così perchè il padre «era il Diavolo, con il volto di Saddam Hussein».
Se lo ricorda bene la zia Luisa, sorella di Ernesto. Il giovane era andato da lei subito dopo l’omicidio e poi, non ricevendo risposta, si era recato dal cugino Thierry a cui, ancora sporco di sangue, aveva confessato di aver ucciso il padre. «È una persona pericolosa – ha detto la zia – e deve rimanere in ospedale psichiatrico perchè ho paura che potrebbe tornare a fare del male a qualcuno. Vivo nel terrore di ritrovarmelo davanti come avvenne poche ore prima dell’omicidio quando continuava a chiamarmi “mamma”. È una sofferenza troppo grande quella che tutta la famiglia sta vivendo. Eppure ancora oggi mi viene da pensare che avrebbe potuto colpire anche me o mio figlio...». La frase si interrompe a metà. Perchè al solo pensiero ritorna la paura. E si fa fatica a continuare. È una ferita ancora aperta che forse non si cicatrizzerà mai. Del resto la mancanza di Ernesto ha lasciato un vuoto grande nella famiglia, lui che per tutti era un vero punto di riferimento. Ieri pomeriggio in via Bizzis dove Denni viveva con il padre non c’era nessuno. Nella villetta al civico 4 in cui il proprio figlio uccise il marito con una decina di coltellate ora ci è tornata a vivere la madre. La discrezione della piccola comunità di Iutizzo la ritroviamo anche adesso. Al tempo del delitto in pochi avevano parlato. Si era preferito rispettare il dolore della famiglia Fresco. Anche perchè si doveva fare i conti con un fatto che aveva colpito nel profondo la frazione codroipese, una tragedia di cui nessuno riusciva a capacitarsi. Solo qualcuno ha commentato la sentenza. C’è chi scuote la testa. Per il resto porte chiuse e silenzio. Ieri come allora.
Viviana Zamarian
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