Addio al palio studentesco: azzerati i fondi regionali

UDINE. La scure della Finanziaria regionale si abbatte anche sul Palio studentesco che dopo 42 anni di storia rischia di saltare, cancellato da un colpo di spugna e senza alcun preavviso dai tagli cui è stato “obbligato” l’assessore regionale alla Cultura Gianni Torrenti. Il Teatro club di Udine è infatti scomparso improvvisamente dall’elenco delle associazioni che beneficiano di un contributo regionale. Da 45 mila euro a zero. Arrivederci e grazie.
Così addio al Teatro club nato negli anni ’50 grazie a Rodolfo Castiglione e Ciro Nigris e addio al Palio studentesco con buona pace dei 25 gruppi di giovani studenti (circa 700 ragazzi) che stavano già lavorando e sognavano di poter calcare il palcoscenico del Palamostre come aveva fatto chi prima di loro si era avvicinato alla recitazione. Perché senza quei 45 mila euro far quadrare i conti - assicura la direttrice del Teatro club, Angela Felice - sarebbe impossibile.
Il Palio da solo comporta una spesa di circa 25 mila euro. «Ed è una spesa ridotta al minimo se consideriamo che il Palamostre ci viene concesso gratuitamente dal Comune - spiega la Felice -. Quest’anno erano in programma 13 serate il che significa avere a disposizione per 26 giorni, tenendo conto anche delle prove del giorno prima, un service con due persone. Poi è obbligatorio garantire 5 maschere in sala e bisogna pagare la Siae e l’assicurazione».
Impossibile insomma stare a galla solo con l’aiuto dei privati (come la Fondazione Crup) e con il ricavato dei biglietti (un ingresso costa 4 euro) anche se la manifestazione ha sempre riscosso un notevole successo tanto che «lo scorso anno - precisa ancora la Felice - abbiamo avuto circa 7 mila spettatori (non tutti paganti) e di recente, è stato monitorato dal Ministero Pubblica Istruzione tra le (poche) rassegne nazionali rimaste ancora vitali nel settore del teatro-scuola. Senza contare - aggiunge - che sul palco del Palamostre sono stati formati tutti o quasi gli operatori friulani (artistici, organizzativi e tecnici) che oggi animano la scena teatrale, anche nazionale».
Eppure, come già accaduto ad altre realtà del territorio (l’Associazione teatrale friulana rischia la chiusura perché si è vista negare i 40 mila euro che riceveva in passato dalla Regione e anche il centro culturale Il Villaggio se l’è presa con l’assessore Torrenti per i tagli) il Teatro club si ritrova senza alcun sostegno e rischia di morire.
«Abbiamo cercato l’assessore Gianni Torrenti - racconta la Felice - perché avremmo voluto presentarci e fargli sapere cosa facciamo, ma non abbiamo mai avuto l’occasione di incontrarlo come è capitato anche a molte altre associazioni. Sappiamo bene che il momento è difficile ma avremmo voluto almeno essere ascoltati. L’assessore regionale è uomo di teatro. Sa bene dunque che l’azzeramento economico in corso d’opera comporta conseguenze devastanti e, forse, irrimediabili, come il classico fulmine a ciel sereno. Nel caso del Teatro club - spiega -, sulla porta incombono il mancato rispetto degli impegni presi con le compagnie già annunciate in cartellone, con conseguente pagamento di penali; la cassazione del Palio, già inserito nel Piano di offerta formativa delle scuole, il licenziamento del nostro unico dipendente e la rottura dei rapporti con i collaboratori».
Dal canto suo l’assessore Torrenti aveva spiegato «che alcuni finanziamenti sono stati rinviati ai bandi che verranno emessi nei primi mesi dell’anno» e che ciò «permetterà una più attenta valutazione rispetto al complesso delle proposte sul territorio e alla capacità di aggregazione e di qualità progettuale». Per il Palio e il Teatro club però potrebbe essere tardi.
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