Addio a Simone Gerardi, notaio dal volto umano

Si è spento a 94 anni, lunedì le esequie. Vicino fino all’ultimo ai grandi gruppi e alle persone umili

PORDENONE. Nella mattinata di sabato scorso è improvvisamente mancato, nella sua abitazione pordenonese, il notato Simone Gerardi. Aveva 94 anni.

Originario di Marsala, proveniente da una famiglia di modeste origini, dopo la laurea si trasferì a Roma, come molti “figli del Sud”, costretti ad abbandonare la propria terra per cercare miglior fortuna.

A Roma, da avvocato, mosse i primi passi svolgendo funzioni legali al Ministero delle Finanze e incontrando la prima moglie Maria, insegnante. Dal loro amore nacquero i figli Adele e Gaspare, la prima giornalista e il secondo a sua volta apprezzato notaio, con studio cittadino in viale Trento.

Superato il concorso notarile, all’inizio degli anni Sessanta iniziò la professione nella sede di Tarvisio, da cui ben presto si trasferì definitivamente a Pordenone, dove venne raggiunto dal resto della famiglia, temporaneamente rimasta a Roma.

Come professionista partecipò alle vicende della nostra città, all’epoca contraddistinta da uno sviluppo economico vorticoso, legato alle fortune della Zanussi, che portò alla nascita della Provincia.

Nello svolgimento della professione seguì sempre quei principi e quei valori di onestà e correttezza che ha avuto modo di trasmettere ai propri figli.

Non è mai stato solo il notaio di grandi gruppi economici e imprenditoriali ma, soprattutto, il notaio delle “persone”, le persone semplici che a lui potevano rivolgersi per la soluzione dei loro piccoli o grandi problemi, sapendo di ottenere una comprensione umana, ancora prima che giuridica.

Con la sua grande umanità e socievolezza ebbe modo di crearsi un ampio e sincero consenso e stima, nonchè un considerevole e folto gruppo di amici, persone che, nelle alterne fasi della vita, gli sono sempre state sinceramente e affettuosamente vicine.

Rimasto vedovo verso la fine degli anni Settanta, si risposò con un’altra “figlia del Sud”, la signora Rosina (Quintina), a sua volta vedova, con cui in gioventù era già stato fidanzato, e che entrò subito a far parte della famiglia, come se non fosse mai mancata.

In pensione dal 1994, Simone Gerardi ha trascorso attivamente e serenamente questi anni, coltivando i suoi innumerevoli interessi culturali e artistici. E’stato, tra l’altro, il fondatore de “Il circolo della cultura e delle arti” che, da molto tempo, occupa un ruolo importante nella dinamica della vita culturale della nostra città.

Ai figli Adele e Gaspare, ai nipoti Maria Sveva e Simone e all’amata moglie Quintina mancheranno le sue doti umane e le sue tante qualità, in particolare la gioia di vivere e l’entusiasmo creativo che lo hanno sempre contraddistinto.

Ieri, alla chiesa del Beato Odorico a Pordenone, si sono tenute le esequie. Simone Gerardi riposerà nella sua Sicilia.

La notizia del suo decesso è stata diffusa dopo i funerali per espressa volontà della famiglia, a cui vanno le condoglianze del Messaggero Veneto.

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