A Torreano rinasce il Centro colibrì della Hack FOTO

Domani l’inaugurazione dell’iniziativa scientifica negli spazi del “Città Fiera”. Un percorso alla scoperta di questi volatili tra gabbie, mini-foreste e laboratori
Udine 20 Dicembre 2013. La Casa dei Colibri' a Citta' Fiera. Copyright Petrussi Foto Press - Diego Petrussi
Udine 20 Dicembre 2013. La Casa dei Colibri' a Citta' Fiera. Copyright Petrussi Foto Press - Diego Petrussi

UDINE. Gli organizzatori avvisano subito. «Non è una mostra. E non è neanche un giardino zoologico». E appena si varcano le porte del nuovo Centro colibrì, fresco di trasferimento, dopo varie vicessitudini, da Miramare al Città Fiera di Torreano di Martignacco (da domani aperto al pubblico ogni giorno dalle 14 alle 20), si capisce che questo posto non è niente di tutto questo ed è molto di più allo stesso tempo.

Un progetto rivoluzionario, con una formula ben studiata e in qualche modo già sperimentata negli anni triestini. E una finalità unica: riuscire a finanziare la ricerca sullo studio di uno degli animali più importante, e meno conosciuto, per l’ecosistema della nostra terra.

Il colibrì infatti non è soltanto un esotico uccellino dalla caratteristiche un po’ bizzarre (come i 1.160 battiti cardiaci al minuto o la capacità di volare in retromarcia, con fino a 90 colpi d’ala al secondo), ma è anche il responsabile dell’85 per cento dell’impollinazione delle piante soprattutto del centro America. Insomma senza questo uccellino il rischio è la desertificazione.

Processo che in alcune zone sta già avvenendo. Da qui la necessità di studiare questo volatile, creare i protocolli di intervento attraverso l’individuazione dei parametri più corretti e contribuire a salvare, di fatto, parte del nostro sistema.

E da qui anche il perchè una scienziata animalista come Margherita Hack sia stata completamente conquistata dal progetto fino a diventarne una delle promotrici e fino anche a stipulare un accordo, politico certo da lei non amato , pur di tentare di salvare il centro.

«Quei soldi furono stanziati da Berlusconi - spiega oggi Stefano Rimoli, biologo, 37 anni, una vita intera dedicata allo studio dei colibrì e direttore del centro - ma la burocrazia poi non li fece mai arrivare. Ecco la decisone allora di cercare una soluzione diversa. I primi contatti con Antonio Maria Bardelli. La “benedizione” della Hack all’intera operazione, un incontro tra l’imprenditore e la scienziata. E quindi l’individuazione dello spazio nei locali interrati del Città Fiera, i lavori di realizzazione del centro espositivo e del centro di ricerca. E finalmente domani l’inaugurazione, con Vittorio Sgarbi che dopo la morte della professoressa Hack assumerà la presidenza del centro, dopo essere stato già il tramite negli anni passati tra l’astrofisica e Berlusconi».

Da domani tutti potranno quindi andare alla scoperta di un mondo misterioso e affascinante allo stesso tempo, attraverso questi 900 metri quadrati suddivisi in cinque diverse sale, con laboratori a vista. Per entrare (primo biglietto d’ingresso e tessera di socio sostenitore a 8 euro per gli adulti e 5 dai 4 ai 17 anni, successivi ingressi a 3 euro) è necessario “sanitizzarsi”, ovvero passare attraverso un marchingegno che pulisce le scarpe e le avvolge poi in una sorta di cellophane.

Tutta l’area espositiva ha un microclima controllato. E ogni gabbia contenente le decine di volatili patrimonio del centro sono rigorosamente singole. I colibrì sono animali molto aggressivi tra loro, voraci (mangiano ogni 30 minuti) e territoriali. La convivenza di più esemplari è di fatto impossibile tranne che per il periodo dell’accoppiamento.

Dopo le stanze con i diversi esemplari (alcuni dei quali in cova in questi giorni) si passa poi a una vera e propria foresta tropicale, con tanto di un colibrì libero, decine di farfalle svolazzanti, piante e rampicanti. Quindi il passaggio “choc” in una sorta di deserto, abitato soltanto da due pappagalli e due nestor notabilis: l’esempio pratico di cosa diventerebbero vaste zone dell’America senza più i colibrì, senza il loro ruolo fondamentale di “impollinatori”.

Infine una vera e propria stanza delle meraviglie: con due bradipi e una colonia di formiche impegnate a nutrire un fungo “vivo” da 25 milioni di anni.

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