A Marano vogliono “don Camillo”: il sindaco “rosso” scrive al vescovo

MARANO. «Eccellenza ci dia un nuovo parroco»! Lo chiede con la schiettezza che lo contraddistingue, Devis Formentin, sindaco di Marano Lagunare, Comune a guida di centrosinistra, rivolgendosi con una lettera aperta alL’arcivescovo di Udine Andrea Bruno Mazzocato, chiedendogli di assegnare un nuovo sacerdote alla comunità che dall’ottobre 2014 è “orfana” di don Elia Piu, oggi a riposo alla Fraternitas di Udine. Come ha sottolineato il sindaco Formentin, quella maranese è una comunità fortemente legata al territorio e alle tradizioni che oggi si trova ad aver bisogno di un nuovo pastore.
Ha bisogno soprattutto si un prete che sia “di frontiera”, come lo è stato don Elia Più, che ha sempre difeso il suo gregge, schierandosi e sostenendo le battaglie dei pescatori nei momenti più difficili, quando il loro mondo è andato in crisi.
Ma si chiede anche un sacerdote che sappia entrare in quel sentire comune che sono la storia, la cultura e la tradizione di una comunità fortemente legata al suo passato. Un passato che l’ha vista protagonista per tanti anni della vita della Serenissima di Venezia, essendo qui ubicata la fortezza, ultimo avamposto veneto nell’Adriatico.
Ovvero, quello che si chiede è un sacerdote che ami celebrare secondo le antiche tradizioni, che ami il canto patriarchino con cui si accompagnano le celebrazioni, che sappia del loro attaccamento a San Vito e oggi anche al suo ritrovato “tesoro”, alla Madonna della Triennale, alla Madonna della Salute e a tutte quelle antiche celebrazioni religiose che si svolgono a Marano durante l’anno.
«Eccellenza – dice Formentin rivolgendosi a Mazzocato – lei si sta adoperando moltissimo per questa comunità e vista la sua sensibilità mi permetto di sperare che come Vescovo riesca a trovare anche un nuovo parroco per questa magnifica comunità. Ringrazio di cuore il vicario foraneo, monsignor Schiff, che si sta adoperando per questa parrocchia con grande disponibilità e amore, che per lui non è l’unica, ma abbiamo bisogno di un sacerdote a tempo pieno».
Ricordando quanto fatto dall’arcivescovo per riportare il «tesoro rubato e ritrovato» a Marano, Formentin, aggiunge: «Questo tesoro, è un antico dono della vecchia “comunità di Marano” alla Parrocchia. Per questo il paese si augura che rimanga nelle disponibilità dei maranesi. Mi permetto di sperare che abbia un occhio di riguardo perché i maranesi non si debbano separare una seconda volta dalle statuette e dalle oselle. Ringrazio l’arcivescovo e la diocesi per la decisione di restaurare le statuine per restituirle alla bellezza originaria».
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