A Lestizza scritta contro l’islam sul muretto del campo sportivo

«Friûl cristian, mai musulman»: è ricomparsa dopo una prima cancellazione da parte del Comune. Indagano i carabinieri. Mesi fa nello stesso posto l’iscrizione inneggiante al capitano delle Ss Priebke

LESTIZZA. Una scritta anti-islam è comparsa sul muretto di contenimento del campo sportivo di Santa Maria a Natale, cancellata a cura del Comune di Lestizza è stata rifatta a caratteri cubitali. «Friûl cristian, mai musulman», è il reiterato messaggio.

Unanime la condanna da parte di enti e associazioni, ma i protagonisti dell’ineducato gesto minacciano di non fermarsi: «Provait a cancelâ!», si legge a margine.

A meno che non siano le forze dell’ordine a farli desistere, visto che i carabinieri di Mortegliano hanno aperto indagini per risalire possibilmente alla responsabilità.

Dal sindaco Geremia Gomboso – che aveva bollato come ragazzata, mesi fa, una scritta inneggiante al capitano delle Ss Priebke, incisa sullo stesso muro –, nessuna dichiarazione.

Salvo esprimere la fiducia che «le forze dell’ordine vengano a capo, identificando l’autore dell’ennesimo esempio di poco intelligente comportamento».

Lo dice anche il parroco, don Gino Paolini, che «è meglio non dare peso, perché gli autori di queste insensatezze non si sentano troppo valorizzati».

Ma il sacerdote aggiunge un proprio invito a valori di positività e di fratellanza: «Dio, è il dio di tutti ed è il padre di tutti, senza differenze di colore della pelle, di lingua e cultura. Perciò siamo tutti fratelli, non sono importanti queste differenze, ma la coerenza di vita».

Pulire dove la struttura sportiva è stata imbrattata «sarà cura dei volontari o sarà un costo per la collettività»: così esordisce il presidente della Polisportiva, Luigi Contento, che chiede: «Perché questa persona, se vuole manifestare il proprio pensiero, non lo esprime nelle sedi adatte, aprendo un dibattito invece di nascondersi dietro una scritta anonima?».

«Questo non è “fair play” – aggiunge il dirigente – e non c’entra con i valori sportivi. Noi difendiamo i colori di Lestizza e ci teniamo alle nostre tradizioni, cultura e religione, ma l’estremismo è sbagliato. Chiudersi è sbagliato. Nella nostra associazione c’è qualche tesserato musulmano, lo sport insegna il rispetto di tutti».

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