A Buttrio il Bravi chiude dopo 20 anni

BUTTRIO. Il Bravi, dopo 20 anni di attività, chiude il punto vendita. Ieri è iniziata la liquidazione dei capi di abbigliamento (stagione estiva e invernale). Esaurite le scorte saranno abbassate le serrande. La proprietà, nell’ottica di una riorganizzazione di gruppo, ha deciso di trasferire le tre dipendenti rimaste e la merce nella sede di Pozzuolo, dove saranno creati un nuovo format aziendale e nuovi corner in cui sarà inserito anche l’intero reparto running che sta spopolando soprattutto tra le giovani generazioni.
A confermare la notizia è stata la titolare Alessandra Bravi che, però, rassicura i clienti. «Procederemo a Buttrio a una ristrutturazione e a un ampliamento della rete commerciale – spiega –. Non è una chiusura definitiva, anche se al momento non siamo in grado di stabilire quando torneremo». Costruito nel 1998 su una superficie di circa 5 mila mq suddivisa in due parti, il punto vendita di Buttrio è il terzo per ordine di nascita della catena che si è prima sviluppata a Gemona, negli anni prima del terremoto, e a Pozzuolo nell’ottobre 1976. «Per noi questa sede resta comunque importante – dice la titolare – perché si sviluppa lungo la strada regionale 56 e rappresenta un unicum da Udine a Gorizia». Nel negozio si trovano marche di fascia medio-alta «e ci contraddistinguiamo perciò dai centri commerciali della zona. Oltretutto c’è un rapporto personale, umano con i clienti».
Oggi nelle tre sedi ci sono 40 dipendenti. Su Facebook nel gruppo “Sei di Buttrio se…” si è subito sparsa la notizia della chiusura del negozio e c’è chi ha sottolineato che nel piccolo Comune alle porte di Udine si viene a perdere un importante punto di riferimento oltre a chi denuncia che in zona mancano «fiorerie, cartolerie, profumerie e distributori di benzina».
Il sindaco Giorgio Sincerotto parla anche in veste di piccolo imprenditore e si dice «dispiaciuto per la chiusura anche se non entro nel merito – dice – delle scelte aziendali». Il primo cittadino si dice invece «preoccupato per il proliferare di centri commerciali che strozzano i piccoli esercenti». Poco meno di due mesi fa lungo la 56 sempre a Buttrio aveva abbassato le serrande anche il punto vendita di Scavolini. «Evidentemente questa arteria sta diventando – commenta il sindaco – meno attrattiva rispetto a quella che da Udine conduce a Tricesimo. È un peccato vedere sul territorio negozi e imprese che chiudono dopo essere stati costruiti con la fatica delle generazioni che ci hanno preceduto. Come amministrazione cercheremo di studiare incentivi e agevolazioni per richiamare nuova imprenditoria ed evitare una fuga di esercizi commerciali. Ma non possiamo essere lasciati soli, la questione va affrontata con associazioni di categoria e Comuni di Pradamano, Manzano e San Giovanni».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto








