Al Parco del volo 500 mila euro di fondi regionali

Cantarutti: il completamento delle strutture a Campoformido è in ritardo Il presidente del Far East: tutto finirà in una bolla di sapone
Campoformido 16 settembre 2008. Pista di volo Aero Club Friulano (Far East). Telefoto Copyright / Foto Agency Anteprima Udine
Campoformido 16 settembre 2008. Pista di volo Aero Club Friulano (Far East). Telefoto Copyright / Foto Agency Anteprima Udine

CAMPOFORMIDO. «Si concluderà tutto in una bolla di sapone». È certo Andrea Cantarutti mentre parla. Il presidente dell’associazione Far East che gestisce il Parco del volo di Campoformido è al centro di un’inchiesta della Guardia di Finanza per la presunta truffa aggravata ai danni della Regione. «Le scritture contabili evidenziano un’attività totalmente non lucrativa», incalza. Intanto però si indaga sulle erogazioni pubbliche concesse dal 2011 a oggi al club e l’asticella potrebbe spingersi più in là fino ad abbracciare tutto il 2005, anno in cui la Regione avvia il progetto con un finanziamento di 140 mila euro. Finanziamento bissato l’anno successivo e che, complessivamente, tra il 2005 e il 2012 arriva a 543 mila euro.

«Quel denaro è servito a iniziare il progetto e gestire e mantenere l’area di proprietà della Regione. E non copre nemmeno tutte le spese», rimarca Cantarutti. L’area di 80 mila metri quadrati che si sviluppa parallela alla statale 13 è infatti di proprietà regionale. «Nel 2005 da Trieste si sottolinea l’importanza di creare un museo per sfruttare meglio le allora prime collaborazione aeronautiche, in primis con le Frecce Tricolori – aggiunge Cantarutti –. Un approccio condiviso anche se in quel momento il museo non sembrava prioritario per il Malignani, la scuola doveva infatti concentrarsi sul nuovo corso aeronautico.

A ogni modo su tale base la Regione fornisce la prima parte dei contributi “ad investimento”, oltre che per la sistemazione dell’imponente mole di alberi che gravava sull’area». C’è poi la «gestione del quotidiano». Denaro che serve per i terreni e per i volumi utilizzati. Incluse utenze elettriche, acqua, riscaldamento e antincendio. Sono poi altre norme di sicurezza indispensabili in luoghi frequentati anche da studenti, come le assicurazioni per le attività aeronautiche, la manutenzione e la pulizia dell’esposizione museale (cinque hangar).

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«Voci che impegnano circa 45 mila euro l’anno – sottolinea Cantarutti – e che la Regione copre con uno stanziamento di poco superiore al 50%». Il Parco del volo si estende su un’area di circa 80 mila metri quadrati con 16 mila metri cubi di edifici già utilizzati per le attività. «I progetti di adeguamento alle esigenze, nonostante le delibere regionali approvate fin dal 2007, non sono ancora stati avviati – lamenta Cantarutti –. Nel triennio 2011-2013 la Regione Fvg ha stanziato per il mantenimento del Parco del volo finanziamenti che non hanno coperto i costi di gestione dell’area che, ricordo, è di sua proprietà.

Sono ancora bloccati tra l’altro i contributi inizialmente concordati per la ristrutturazione delle infrastrutture prioritarie del parco, pari a circa 5 mila metri cubi». Cantarutti parla di «ritardi enormi per il completamento delle strutture», ma a fare da contraltare agli intoppi c’è l’urgenza dell’Isis Malignani di completare il percorso formativo dei nuovi tecnici aeronautici. «Abbiamo lavorato per fare del Parco del volo il luogo dove gli studenti possono svolgere attività pratiche sugli impianti e sui motori di velivoli – ricorda Cantarutti –, avvicinandosi alla cultura aeronautica anche attraverso conferenze tenute da esperti in materia, nel biennio 2012-2013 circa 3.300 ore di lezione.

E di recente, proprio per le attività pratiche dei ragazzi del Malignani, l’Aeronautica militare ha donato all’istituto un velivolo P166 con 15 metri di apertura alare e 12 di lunghezza. Il velivolo è stato trasportato da Pratica di Mare al Parco del volo e sistemato in uno degli hangar in attesa che sia attrezzata l’area per lo svolgimento delle lezioni. Il trasporto del mezzo è stato possibile grazie a un contributo della Fondazione Lualdi».

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