Arba, il presidio anti-Ogm si trasforma in una festa FOTO

Oltre 200 persone alla manifestazione del coordinamento per la tutela della salute Applausi a un giovane che si è laureato con una tesi contro gli organismi modificati

ARBA. Oltre 200 persono hanno partecipato al presidio anti Ogm del Coordinamento per la tutela della biodiversità sull’argine del Meduna. Il divieto di circondare, con la catena umana, un pezzo di campagna di mais Ogm a Vivaro, non ha certo scoraggiato gli organizzatori, ne tanto meno limitato la presenza dei manifestanti.

«Dopo tante iniziative pacifiche contro gli organismi geneticamente modificati Og – sostiene Viviana Castellarin – è la prima volta che ci proibiscono di manifestare sui luoghi dove gli Ogm si trovano».

Castellarin, 39 anni, di Porcia, operatrice sociale e Oscar Missero, 51 anni di Montereale, che conduce un’azienda agricola bio esprimono, per il movimento, la loro grande preoccupazione sulla contraddittoria politica regionale per gli Ogm e, soprattutto, per le scelte della comunità europea che consentono tali colture.

«Riteniamo la sospensiva regionale per 18 mesi delle coltivazioni Ogm – afferma Oscar Missero – inadeguata ad affrontare il problema. Bisogna partire da un cambiamento legislativo europeo che consenta ai singoli stati di vietare i prodotti Ogm. Il provvedimento regionale arriva dopo il tentativo di introdurre la coesistenza fra colture tradizionali e colture geneticamente modificate che si sarebbe tradotto in una calamità».

Drastica Cristina Boccanegra di Civiltà contadina. «La Regione – sostiene Boccanergra – prevede che la Forestale si attivi per distruggere eventuali colture geneticamente modificate. Noi segnaleremo alla Forestale tutti i campi Ogm». Un plauso particolare è andato ai comuni che si sono dichiarati liberi dagli organismi geneticamente modificati: Tramonti di Sotto, Sequals, Prata, Casarsa, Andreis, Montereale e Budoia.

La festa, prima del pranzo con prodotti bio, ha visto alternarsi ai microfoni agronomi, biologi, agricoltori, ambientalisti e Atuca-Guaranì, indio che vive al confine fra Brasile e Argentina.

Particolarmente applaudito David Boldrin, 29 anni di Fiumicello, laureato a pieni voti con una tesi dal titolo: Critica alla dottrina degli organismi geneticamente modificati.

«Non si può parlare di limiti di sicurezza – ha concluso Boldrin – per evitare che le colture Ogm infestino altri prodotti tradizionali, con effetti negativi. Il contagio fra colture può avvenire anche a chilometri di distanza, ciò vale per tutti i prodotti Ogm e, in particolare, per mais, cotone, soia, colza, i maggiormente diffusi dalle multinazionali. Emozione infine per l’intervento di Atuca-Guaranì sugli effetti devastanti – tumori, aborti, avvelenamenti – dei pesticidi irrorati con aerei a difesa delle colture geneticamente modificate fra Brasile e Argentina.

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