La pesca diventa uno sport “rosa”: duecento donne chiedono la licenza

Le adesioni raccolte dall’Ente tutela nel mese di marzo sono state in totale più di mille. Petris: «Successo straordinario». Ad aver influito è il nuovo regolamento che semplifica la procedura

UDINE. Chi lo ha detto che alle donne non piace pescare? Nel solo mese di marzo, all’Etp (Ente tutela pesca) del Friuli Venezia Giulia sono state più di mille le richieste di adesione ai corsi per ottenere la licenza di pesca sportiva, duecento delle quali provenienti proprio dal mondo femminile.

«Un successo straordinario – dichiara soddisfatto il direttore dell'Etp, Giovanni Petris –: nell’arco di un mese abbiamo avuto un numero di adesioni che precedentemente si registrava in due anni».

Sarà per la nuova normativa introdotta, che non prevede più l’esame per ottenere la licenza bensì la partecipazione a un corso di abilitazione, sta di fatto che l’ente pare proprio abbia fatto “bingo”, perché le richieste di partecipazione ai corsi continuano ad aumentare giorno dopo giorno.

Moltissimi giovani tra i nuovi iscritti, che fanno ben sperare sul ricambio generazionale, ma anche molte ragazze e numerose mamme (ogni adulto con licenza può portare con sè fino a un massimo di tre bambini): chi per stare in compagnia del fidanzato o degli amici, chi per condividere una giornata in famiglia in mezzo alla natura, hanno scelto di avvicinarsi alla pesca sportiva.

Un ottimo risultato per il direttore Petris, per rilanciare l’attività «con un occhio di riguardo alla tutela ambientale e territoriale» e come «straordinaria forma di socializzazione». Velocissima anche l’organizzazione dei corsi, giusto in tempo per l’apertura della stagione di pesca 2014 di domenica scorsa, dopo l’attuazione del programma di semine e ripopolamenti dei corsi d’acqua naturali e artificiali della regione.

«Su nostra proposta – spiega il direttore –, il legislatore regionale ha cambiato la normativa»: ora per il rilascio della licenza è sufficiente seguire un corso di abilitazione organizzato dall’Ente, della durata di quattro ore e durante il quale alcuni docenti, dipendenti e collaboratori, trattano la morfologia e la fisiologia dei pesci, ma anche tecniche, regole e normative collegate all’attività di pesca sportiva.

«Continueremo a organizzare i corsi – annuncia Petris –, per far entrare nel mondo della pesca sportiva sempre più persone. L’8 aprile saremo a Pordenone, il 10 a Tolmezzo e il 12 a Udine e il nostro obiettivo ora sono i giovani e le scuole».

E proprio in collaborazione con le scuole si pensa già ad alcuni progetti, che non tengano solo conto degli aspetti legati all’attività sportiva, ma anche di quelli didattico-formativi, legati alla responsabilità della tutela ambientale, dall'inquinamento di acque e suolo e delle risorse idriche.

«Inoltre, stiamo avviando con Turismo Fvg un’attività sinergica all’interno di una rete in cui filo conduttore è il territorio: nelle proposte turistiche regionali potrà rientrare anche l’attività di pesca sportiva». Si punterà quindi, sulla pesca in chiave turistica, ma anche culturale.

«Abbiamo proposto a Villa Manin di collaborare alla realizzazione di in un progetto di promozione per attività sportive e culturali» inserendo le attività dell’acquario di Ariis, che ogni anno richiama dai 15 ai 20 mila visitatori. «Nel progetto vogliamo coinvolgere anche gli enti locali, dunque i comuni del Pic(Progetto integrato cultura) cui Codroipo fa da capofila» ha concluso Petris.

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