Ideal Standard, ora i sindacati attaccano Boccalon

PORDENONE. Boccalon «avrebbe fatto più bella figura a starsene zitto». Per settimane sono stati zitti loro, ora hanno deciso di replicare. Sono le segreterie provinciali di Femca, Filtcem e Uiltec, e oggetto dell’intervento è il “naufragio” dell’ipotesi di cessione dello stabilimento di Orcenico alla cordata guidata da Stefano Boccalon.
Intanto «il dottor Boccalon non ha mai presentato, né al sindacato provinciale né al Mise, uno straccio di piano strategico che lasciasse intravedere un concreto impegno oltre la manifestazione d’interesse. Gli incontri si sono sempre dimostrati ampiamente lacunosi e reticenti soprattutto sui punti relativi all’impiantistica, mentre approssimativi risultavano i volumi produttivi da realizzare e la forza lavoro eventualmente da impiegare. Non abbiamo mai saputo - rimarcano Franco Rizzo, Giuseppe Pascale e Maurizio Sacilotto - nè Boccalon l’ha mai voluto comunicare, la consistenza finanziaria e produttiva degli investitori che sostenevano il presunto progetto, alimentando in noi il dubbio circa l’effettiva esistenza di questi investitori. Boccalon ha invece sempre sostenuto la necessita che Ideal Standard garantisse, come condizione necessaria per l’avvio della nuova attività, circa 200 mila pezzi da scalare gradualmente nel triennio del piano. Insomma lavorazioni in conto terzi».
«Profondamente scorretto» è il giudizio dei sindacalisti, imputare il disimpegno all’elevato costo del lavoro. «Boccalon sa perfettamente che avrebbe assunto dalla mobilità gli eventuali lavoratori che avrebbe poi impiegato nella futura attività e il sindacato aveva dichiarato tutta la propria disponibilità per favorire il percorso, anche attraverso una diversa rimodulazione degli elementi accessori della retribuzione. Cosa che avrebbe comportato l’abbattimento del costo pezzo e un indiscusso vantaggio competitivo». L’imprenditore sarebbe stato in attesa di una proposta del sindacato, «magari di compartecipazione. Abbiamo difficoltà a capire cosa questo voglia dire e comunque eventuali richieste poteva esplicitarle negli incontri ufficiali».
I sindacalisti concludono con un interrogativo: è esistito davvero un effettivo interesse all’acquisto di Orcenico? (e.d.g.)
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