«Bonifiche alla Caffaro, gestione fallimentare»

TORVISCOSA. «Quali sono i risultati ottenuti dal commissariamento della Caffaro di Torviscosa? Quanto costa la struttura commissariale? Qual’è lo stato del procedimento di risanamento ambientale e delle bonifiche? E quello delle discariche Caffaro? A che punto è il procedimento per la realizzazione del nuovo cloro soda atteso da due anni?».
Questa è la sintesi dell'interrogazione che il consigliere regionale del Pd Mauro Travanut ha presentato alla presidente Debora Serracchiani in merito alla vicenda Caffaro di Torviscosa, ritenendo che il risultato della gestione commissariale delle bonifiche apparirebbe del tutto fallimentare».
«La Bassa friulana sta vivendo un momento difficile a causa della crisi economica generale e per alcune situazioni di questo territorio- dice- e la Caffaro si trova in una zona industriale strategica per l’economia della regione. L’inquinamento delle sue aree soggette a bonifica ha contribuito in maniera decisiva a determinare la grave crisi aziendale della società e di quel sito che oggi si sta cercando di rilanciare attraverso soluzioni industriali innovative a basso impatto ambientale e a maggior efficienza energetica.
È indispensabile disinquinare e bonificare l’area. Da oltre 4 anni la Caffaro è in Prodi bis e il risultato di questa gestione parrebbe del tutto fallimentare, in quanto non risulterebbe bonificato a oggi neppure un metro quadrato di territorio (area perimetro Sin). Totale il silenzio da parte della Regione in merito. Non si conosce neppure- continua Travanut - lo stato dei procedimenti di risanamento ambientale dell’area Caffaro relativo al progetto di bonifica per il quale il commissario straordinario ha assunto impegni con il Ministero dell’Ambiente; lo stato del previsto accordo di programma tra la Regione e il Ministero dell’Ambiente per l’area dello stabilimento atteso dal 2013; lo stato degli interventi riguardo le discariche Caffaro, impianti che rientrano nella procedura di infrazione comunitaria aperta a carico dell’Italia; lo stato del procedimento di chiusura della discarica Valletta».
«Non si conoscono; le iniziative prese in seguito alla relazione Arpa del giugno 2012 sullo stato di contaminazione dell’area in cui si denunciava la presenza diffusa di rifiuti depositati sul suolo o nel sottosuolo; e - conclude - quelle per decontaminare i terreni della macroarea 7, per la quale il commissario ha sottoscritto un impegno di spesa con il Ministero dell’ambiente e lo stato attuale di contaminazione».
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