Tarvisio, neve killer: morti cervi e camosci FOTO

TARVISIO. Le grandi nevicate continuano a presentare il conto. Sono pesanti i danni subiti dai paesi ed è pesantissimo anche quello subito dalla Foresta di Tarvisio, con migliaia di alberi schiantati e la morte di molti animali, cervi, caprioli e camosci. Da gennaio a oggi, infatti, il personale del Corpo Forestale dello Stato e della Forestale regionale ha rivenuto le carcasse di 26 cervi, 13 caprioli e 2 camosci, quasi tutti morti per la fame a causa della difficoltà di reperire cibo.
Sono questi i numeri che ha fornito il sovrintendente capo del Corpo Forestale dello Stato, Dario De Martin Topranin, responsabile della Sezione naturalistica, il quale spiega anche che nel Centro di recupero della fauna, in località Cucco di Malborghetto, sono stati ricoverati 16 tra cervi e caprioli, 7 dei quali non sono riusciti a sopravvivere, mentre gli altri nove sembra che riusciranno a superare il forte debilitamento fisico, amorevolmente assistiti dalla signora Ilse, e potranno ritornare nel loro habitat.
Preziosa, dunque, l'attività del Centro di recupero, uno dei primi a nascere in Italia e voluto dal Corpo Forestale dello Stato, che ritiene, questo – come precisa l'amministratore della Foresta Fabrizio Terlicher - un obiettivo primario per aiutare la fauna selvatica in difficoltà.
In questi ultimi giorni, comunque, la situazione è migliorata, ragguaglia De Martin, la notte con il freddo la neve si rassoda e gli animali possono muoversi, ma per più di un mese sono rimasti “intrappolati” e sprofondando fino alla pancia nella neve non riuscivano a raggiungere neppure le greppie (un centinaio sparse nella Foresta) approntate in luoghi strategici dove gli animali si raggruppano per svernare. Questo significa che i rinvenimenti di animali morti sono avvenuti in aree accessibili anche all'uomo che ha cura della selvaggina, perciò rappresentano solo una parte degli animali che sono stati vinti dalle intemperie nell'intera foresta, il cui numero non si potrà mai conoscere.
Comunque, è particolarmente preziosa l'attività di prevenzione che vede impegnati con la Forestale anche i cacciatori della Riserva, che, a loro volta, gestiscono numerosi punti di foraggiamento. Fino ad ora solo il Corpo Forestale dello Stato ha rifornito il centinaio di greppie di sua pertinenza con 300 quintali di fieno e un paio di quintali di sale.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto








