Vita Cattolica contro Calendidonna: le Femen manifestano a seno nudo

Il settimanale cattolico di Udine: meraviglia che il Comune abbia deciso di dedicare loro una manifestazione così prestigiosa
Activists of the feminist protest group Femen pose at a photocall for 'Ukraina Ne Bordel' (Ukraine is not a Brothel) at the 70th annual Venice International Film Festival, in Venice, Italy, 04 September 2013. The movie is presented out of competition. The festival runs from 28 August to 07 September. ANSA/ETTORE FERRARI
Activists of the feminist protest group Femen pose at a photocall for 'Ukraina Ne Bordel' (Ukraine is not a Brothel) at the 70th annual Venice International Film Festival, in Venice, Italy, 04 September 2013. The movie is presented out of competition. The festival runs from 28 August to 07 September. ANSA/ETTORE FERRARI

UDINE. «Meraviglia che il Comune di Udine abbia deciso di dedicare una manifestazione così prestigiosa come Calendidonna al movimento delle Femen, le ragazze che manifestano le loro ragioni a seno nudo».

Lo afferma un editoriale che verrà pubblicato domani sul settimanale cattolico di Udine, La Vita Cattolica, e di cui è stata data oggi anticipazione.

«Davvero l'idea che il corpo sia assunto come manifesto su cui issare messaggi - prosegue l'editoriale - è l'orizzonte che si vuole dare alle tante battaglie che ancora attendono le donne? Proprio ora che l'approccio alla questione di genere, anche grazie alle donne migranti, si arricchisce dell'apporto fecondo di universi femminili diversi, si punta a chi invece agisce secondo pratiche e discorsi standardizzati anche in contesti del tutto differenti, ad esempio in Occidente e in Medio Oriente, con danni spesso significativi?

Il rischio è quello, grave, di mettere in ombra la pluralità delle esperienze a favore invece di un movimento, quello delle Femen, irrigidito nei propri slogan ma agevolato da un'esposizione mediatica elevatissima e altrettanto “patinata! e superficiale».

Il settimanale cattolico paventa infine il rischio «che venga messo sotto silenzio tutto quel patrimonio di cultura e pratica politica che generazioni di donne impegnate ci hanno trasmesso».

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto