Province, ricorso al Tar contro la legge di riforma

Il presidente dell’Upi chiede che non vengano cancellate le elezioni a Pordenone. Pronto un esposto alla Corte dei conti. «La norma ci costerà 4,2 milioni in più»

PORDENONE. La legge di riforma regionale che declassa le Province a enti di secondo livello, prima dell’approvazione di una norma costituzionale sulla soppressione delle istitutuzioni, ed elimina il turno elettorale di primavera a Pordenone priva i cittadini di un diritto sancito dalla carta costituzionale, ovvero il voto.

È su queste basi che si fonderà il ricorso al Tar che il presidente della Provincia di Pordenone, Alessandro Ciriani, presenterà a breve. Ciriani, che sosterrà di tasca propria le spese legali per il ricorso, sceglie il giorno del 46° anniversario della costituzione dell’ente che presiede e la delibera regionale che indica nel 25 maggio il voto per le amministrative, a eccezione della Provincia, per ribadire che la sua battaglia contro la riforma voluta dall’assessore regionale alle Autonomie locali Paolo Panontin.

Ciriani, che è anche presidente dell’Upi Fvg, intende anche presentare un esposto alla Corte dei conti «in considerazione del danno erariale che conseguirebbe dalla riforma». Nel corso di una conferenza stampa tenutasi nella sede della Provincia, Ciriani conferma le intenzioni annunciate da tempo. Dopo aver ricordato gli sforzi dei padri fondatori dell’ente intermedio del Friuli occidentale e l’importante funzione aggregativa che lo stesso ente ha avuto per i cittadini, Ciriani ha chiesto nuovamente un confronto a Panontin e alla governatrice Debora Serracchiani.

«Chi ha voluto questa scellerata riforma si è sempre sottratto al dibattito, asserendo che non si sarebbe fatto intimidire dalle velleità di qualche presidente di Provincia intenzionato a mantenere ben salda la propria poltrona – ha detto il presidente -. Io ancora oggi sono qui a chiedere un confronto: scelgano Panontin e Serracchiani data, ora e sede: io ci sarò». Quindi, il presidente di Upi Fvg snocciola dati e cifre che, dice, «si scontrano con la pochezza del dossier attraverso cui non si sa bene chi ha cercato di spiegare la riforma».

Secondo Ciriani, non solo la soppressione delle quattro Province non ridurrà la spesa di circa 25 milioni di euro, ma – in seguito al trasferimento delle competenze in parte alla Regione e in parte ai Comuni – la farà aumentare di almeno 4,2 milioni di euro. «In parole povere, a carico di ogni cittadino ci saranno altri 3,46 euro in più per far funzionare la pubblica amministrazione locale», ha sottolineato il presidente della Provincia di Pordenone. «Sperò che questa giunta regionale - ha concluso Ciriani - non decida di mettere mano anche alla sanità, altrimenti ci troveremmo stregoni al posto dei chirurghi».

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