«Ci dicano se l’ospedale chiuderà» I consiglieri di minoranza chiedono al sindaco lumi sul progetto della Regione
MANIAGO. Un incontro Comune-Regione sul futuro dell’ospedale di Maniago da cui è emerso ben poco. Da un lato «l’esecutivo Carli tace e gestisce questioni di rilevanza comunitaria senza coinvolgere l’opposizione». Dall’altro, l’amministrazione regionale, all’indomani dal confronto, affida a un comunicato stampa scarno e poco chiaro il rendiconto della discussione. «Il motivo? «Forse si tenta di nascondere, per il momento, che il progetto della Regione è chiudere il presidio sanitario di Maniago. La giunta Carli temporeggia: scoprire subito i risultati di quasi due anni di politica fallimentare sarebbe scomodo».
I consiglieri di minoranza Ilia Franzin (FdI), Valentina Franceschina (Civica Belgrado) e Nicola Callegari (Udc) sferrano un duro attacco al sindaco Andrea Carli e all’assessore alla sanità Andrea Gaspardo, ricordando pure che già a fine gennaio avevano depositato la richiesta di convocazione della commissione sanità per capire gli intendimenti regionali. Ora chiedono chiarezza, una volta per tutte. «Gli atteggiamenti assunti da Carli e Gaspardo testimoniano una gestione amministrativa accentratrice, che non contempla alcuna condivisione con i consiglieri di minoranza – hanno rilevato –. Atteggiamento tipicamente “renziano” di un’amministrazione a parole presente e disponibile, ma nei fatti assente e che fa suoi solamente progetti avviati da altri. Se Carli e Gaspardo non intendono né incontrare né accogliere le istanze dei consiglieri comunali, chiariscano almeno quali sono i progetti della presidente Debora Serracchiani, che ne sarà del Progetto Maniago e dei fondi disponibili in Ass 6 per la locale struttura sanitaria. Inoltre, rendano noti alla comunità quale sarà il futuro della casa di riposo e qual è la situazione relativa al progetti sulla struttura identificata come casa di cura e custodia». Dopo l’incontro con Serracchiani, l’esecutivo Carli aveva comunque garantito la convocazione, quanto prima, di una tavola rotonda con la competente commissione consiliare, che baserà i lavori sui presupposti condivisi nell’ordine del giorno del consiglio comunale, quasi un anno fa. «Ribadiamo – avevano detto Carli e Gaspardo – che il nostro è un territorio particolare, nel quale il 23% della popolazione è ultrasessantenne e rappresenta una serie di fragilità e criticità che non possono essere gestite con la pura logica della contabilità».©RIPRODUZIONE RISERVATA
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