Amministratori in rivolta contro i tagli alla sanità

I sindaci dell’Isontino annunciano una grande mobilitazione per il primo marzo. Gherghetta: «La Regione ci ha tolto 16 milioni di euro, adesso dobbiamo reagire»
Bumbaca Gorizia 14.02.2014 Provincia, sindaci su Sanità - Foto Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 14.02.2014 Provincia, sindaci su Sanità - Foto Pierluigi Bumbaca

GORIZIA. No ai tagli da 16 milioni di euro per il 2014 che mettono in ginocchio la sanità isontina. Opposizione a oltranza alla riduzione della conferenza dei sindaci a mero organo consultivo. Invito esplicito alla Regione a «guardare altrove» per quanto riguarda l’applicazione dei tagli «perché Gorizia e provincia hanno già dato».

Ecco i tre punti condivisi che corrispondono alle istanze che i sindaci, con l’appoggio del presidente della Provincia Enrico Gherghetta, presenteranno all’amministrazione regionale in un documento unitario, al di sopra di colori politici e campanilismi. Un’iniziativa che sancirà l’inizio di una vera e propria rivolta del territorio contro i tagli alla sanità.

Sindaci e rappresentanti delle amministrazioni comunali della provincia di Gorizia si sono riuniti ieri nella sala della giunta provinciale con il coordinamento di Gherghetta e in meno di un’ora è stata trovata la sintonia sulla “road map” da seguire per sostenere le rivendicazioni del territorio.

Nei prossimi giorni sarà stilato il documento unitario e il primo marzo si è deciso di dar vita ad una manifestazione plenaria con la presenza di tutti i consigli comunali nella quale ratificare pubblicamente il documento e far sentire alta la voce di una provincia decisa a non subire passivamente lo smantellamento dei propri servizi sanitari.

Le polemiche, i dualismi Gorizia-Monfalcone e le rivendicazioni campanilistiche sono accantonate. L’incombere della scure dei tagli non ammette spaccature e in questo senso la riunione di ieri non ha visto emergere divergenze di rilievo.

Ad aprire il confronto è stato Gherghetta, il quale si è posto nel ruolo di trait d’union tra i sindaci, ai quali spetta la competenza diretta sui servizi sanitari: «Credo che questo territorio sia deciso a reagire nel suo insieme e a non rassegnarsi di fronte a 16 milioni di euro di tagli per il 2014 alla nostra Azienda sanitaria i cui stessi vertici, Cortiula e Bertoli, hanno espresso preoccupazione per le pesantissime ricadute sui servizi - ha premesso il presidente della Provincia -. In pratica, le risorse in ottobre sarebbero già finite. Anche chiudendo uno dei due ospedali, quei soldi non basterebbero per tutto l’anno. Stiamo parlando, tanto per avere un’idea, di 7 milioni in meno per i beni e di 2,5 in meno per il personale, cui si aggiungono i tagli per gli appalti. È una situazione inaccettabile! Questi tagli sono una pistola puntata alla testa dei sindaci. Per questo serve una reazione forte del territorio. Non possiamo pagare solo noi! Se prendiamo in esame, più in generale, tutte le risorse messe a disposizione dalla Regione, risulta che i trasferimenti pro capite per i cittadini di questa provincia sono inferiori di 280 euro rispetto a quelli riservati ai triestini».

La prima a prendere la parola, fra i sindaci, è stata Elisabetta Pian (Sagrado), rimarcando un aspetto evidenziato poi anche da Gherghetta e dagli altri rappresentanti dei Comuni: «I sindaci hanno per legge competenza diretta per quanto riguarda la salute dei propri cittadini, ma con questi tagli ci viene tolta di fatto questa potestà, l’assemblea dei sindaci è stata ridotta a mero organo consultivo. Siamo pronti a reagire. Inoltre vanno rivisti i parametri di spesa».

«Il nostro territorio è stato già depauperato e questa è la mazzata finale - ha affermato l’assessore ai servizi sanitari di Monfalcone Cristiana Morsolin -. Dobbiamo riappropriarci delle proprie funzioni. L’assemblea dei sindaci deve poter avere potere vincolante».

«È inaccettabile che si continuino a tollerare doppioni costosissimi come le due cliniche universitarie - ha sottolineato l’assessore al welfare di Gorizia Silvana Romano - e poi vengano imposti questi tagli».

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