Cervi e selvaggina salvati in mezzo agli sciatori

TARVISIO. Cervi in pista spaventati dagli sciatori finiscono per incastrarsi nelle reti di protezione. A salvarli, tre “sciatori” piuttosto conosciuti in zona: il forestale Gino Kaidisch, allenatore di sci, suo fratello Giorgio e lo chef del Golf club, Ilija Pejic.
È successo mercoledì mattina sulla pista Di Prampero, rimasta chiusa circa una ventina di minuti per questo soccorso. I tre animali, spaventati dagli sciatori, scappavano cercando di guadagnare il bosco. Due di essi nella corsa si sono incastrati fra la rete di contenimento e il materasso di protezione del cannone sparaneve, nel tratto in piano che precede il finale della pista che scende dal Lussari. Gino Kaidisch era in servizio e via radio ha chiesto la collaborazione della polizia di Stato, che appunto ha chiuso la pista. Così è stato possibile avvicinarsi alla cerva e al piccolo, riuscendo a disincastrarli e lasciarli liberi di andare verso il bosco.
È una storia che capita spesso nella foresta, un po’ meno in pista mentre i turisti si godono paesaggio e pendii. Anche per questo, dopo una settimana di grandi nevicate c’è allarme anche in Valcanale per le sorti della selvaggina che, immobilizzata nella neve che copre tutto, non riesce a trovare sostentamento. Nella Foresta di Tarvisio vi sono dai due ai tre metri di neve e chiaramente sebbene d’abitudine cervi, camosci e caprioli durante l’inverno non si allontanino di molto dalle aree servite dalle mangiatoie e dalle greppie che vengono fornite di foraggio e sali indispensabile alla sopravvivenza degli animali, con tutta questa neve non riescono a muoversi e raggiungere il cibo.
«All’inizio della grande nevicata – racconta il sovrintendente capo del Corpo forestale dello Stato Dario De Martin Topranin, responsabile della sezione naturalistica – avevamo soccorso quattro caprioli che sono stati portati al centro di recupero della selvaggina di Cucco e una decina di cervi che sono stati trovati stremati, li abbiamo forniti di foraggio perché possano alimentarsi sul posto essendo stato impossibile effettuare un loro recupero».
Ma tornerà a nevicare, presto. Ancora De Martin: «Bisogna tener presente che finora gli animali avevano potuto nutrirsi soddisfacentemente per cui sono arrivati a questi giorni in forze e in grado di sopportare, con i grassi accumulati, un periodo di scarsa alimentazione, ma i giorni passano e purtroppo noi con i mezzi della forestale siamo stati dirottati in questo periodo a seguire le emergenze al servizio della popolazione, per demolire le piante pericolanti e per portare i tecnici lungo le linee elettriche, ma ora ritorneremo a rifornire le mangiatoie e a soccorrere i capi in difficoltà».(g.m.)
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