«E’ tempo di ragionare su cosa mettere dentro le strutture»
Quattro incontri da cui partire per disegnare la sanità del futuro in provincia di Pordenone: è il “Workshp welfare Pordenone” proposto dalla Cisl, che comincerà a febbraio. «Non vogliamo rincorrere i problemi – ha spiegato il segretario provinciale del sindacato, Arturo Pellizzon –, ma alzare il tono della discussione. Dopo la lunga guerra di posizione su dove fare l’ospedale, mentre adesso si discute anche se abbattere o meno un muro, noi vogliamo ragionare su cosa metterci dentro le strutture, quali sono le risposte da dare ai cittadini».
«Vorremmo aprire la discussione – ha sottolineato Paolo Florean, della Fp Cisl – partendo dalla realtà». La nuova sanità per la Cisl è nel percorso che coinvolge i servizi territoriali: fase acuta nell’ospedale di riferimento, post-acuta negli ospedali ex articolo 21 (Maniago e Sacile), Rsa o hospice, e quella cronica nel territorio, in residenze protette o a domicilio. Ma i numeri della sanità pordenonese delineano una realtà diversa. «In provincia di Pordenone – ha detto Florean – abbiamo complessivamente 1.333 posti letto tra pubblico e privato, ma soltanto 169 posti di Rsa e hospice, sotto la norma. Ci sono più posti nelle case di riposo».
Nel 2013 i ricoveri dell’Azienda ospedaliera in area vasta sono stati 37 mila 927 contro i 39 mila 33 del 2012, mentre quelli ordinari sono passati dai 31 mila 362 nel 2012 ai 31 mila 144 nel 2013. I ricoveri in area medica sono poco meno della metà di quelli totali, 17 mila 982 nel 2012 e 17 mila 641 nel 2013. «Il 50 per cento di questi – ha sottolineato Florean – sono stati assorbiti dalla medicina di Pordenone. Questo è un dato importante e vuol dire che bisogna sviluppare i servizi territoriali». Nell’area chirurgica, i ricoveri nel 2012 sono stati 21 mila 51, poco meno lo scorso anno, 20 mila 286. Altra nota dolente è quella del personale, già in sofferenza, cui si va ad applicare un taglio di spesa dell’1 per cento. «E’ tempo di fare scelte – ha aggiunto Carlo Gerometta –. Ci dicono che bisogna risparmiare, ma non dicono cosa intendono fare».
«Non vogliamo fare proposte o dare soluzioni – ha spiegato Pellizzon –, ma discutere e confrontarci, partendo dalla conoscenza della realtà e da come i cittadini utilizzano i servizi». Gli incontri, cui sono stati invitati anche i sindaci, saranno aperti al pubblico e si terranno nella sala riunioni della parrocchia di Torre con inizio alle 16. Relatori saranno esperti che operano nelle strutture sanitarie. I temi:: il 4 febbraio “L’offerta ospedaliera oggi e domani”, l’11 febbraio “Dal post-acuto al servizio territoriale”, il 18 febbraio “Verso una welfare community” e il 4 marzo “Le professioni sanitarie nei bisogni che cambiano”.(d.s.)
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