Nessun taglio, solo sospensione Ma intanto saltano 8 posti letto

MANIAGO. Nessun taglio, solo la sospensione per un mese di 8 posti letto nell’ospedale di Maniago, tra i reparti di medicina (2), Rsa (3) e country hospital (3). Obiettivo: rispondere a un’emergenza che si è creata nella struttura per la mancanza di un’infermiera e 4 operatori sanitari (Oss). L’avvio del provvedimento è previsto a febbraio.
Impossibile risolvere in maniera diversa la situazione di “buco”: «non sono disponibili altri strumenti di implementazione del personale attivabili con urgenza. La flessibilità, comunque, è garantita in caso di emergenze nei ricoveri». Parola del direttore del distretto Nord Mario Zambon, cui il sindaco Andrea Carli e l’assessore alla sanità Andrea Gaspardo hanno chiesto lumi sulla disposizione, che ha messo in allarme cittadini e comitato Pedemontana viva e generato preoccupazione pure nel sindacato. «La temporanea indisponibilità di 8 posti letto, per la durata presumibile di 30 giorni, data la tipologia delle assenze delle maestranze, si rende necessaria in seguito alla situazione di emergenza venutasi a creare nella struttura polifunzionale di Maniago, per la contemporanea assenza di una infermiera e 4 Oss – ha spiegato Zambon –. Una situazione solo parzialmente risolvibile con la mobilità intradistrettuale di una infermiera. Tale scelta è stata valutata coi referenti responsabili visti i tassi di occupazione dei posti letto, la tipologia del personale e le necessità organizzative. In caso di particolari emergenze nei ricoveri sarà, comunque, possibile la flessibilità, tenendo ferma la temporanea indisponibilità degli 8 posti letto».
A fornire rassicurazioni sul fatto che la sospensione non è anticipatrice di tagli futuri è stato pure il direttore del dipartimento della medicina interna di Aosma Siro Carniello, interpellato al riguardo da Gaspardo. «Siamo preoccupati del fatto che questa azione sia precondizione al ridimensionamento tout court della medicina – ha detto l’assessore –, ma ho ricevuto rassicurazioni da Carniello, il quale ha chiarito che non sarà così. La nota ufficiale di avvio della procedura dalla dirigenza Aosma deve comunque ancora arrivare. Nei prossimi giorni incontrerò Carniello e il direttore sanitario, per capire opportunità e limiti di un piano di riordino, anche in virtù della futura riforma sanitaria regionale. La discussione deve partire da un punto fermo: la medicina serve a Maniago e al territorio e deve restare al servizio di quest’ultimo. É una struttura che sa coniugare molteplici aspetti nella cura della persona. Con l’occasione ricordo che questo territorio rappresenta un modello di integrazione socio-sanitaria, grazie agli operatori del sociale, di cui è responsabile Paola Busetti».
Giulia Sacchi
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