Ambasciata e Unità di crisi al lavoro per portarli a casa

UDINE. «Siamo in contatto con l’Unità di crisi della Farnesina, si stanno muovendo per tirarci fuori da qui. Domani, d’accordo con l’ambasciata, proveremo a passare il valico».
Enzo Del Medico e Ivan Marin rispondono ai tanti messaggi delle persone che affidano alla rete le richieste di informazioni con un’iniezione di speranza.
Le cose si stanno muovendo e hanno ricevuto rassicurazioni dall’ambasciata in questo senso, oggi tenteranno la partenza. Nel frattempo in rete è un susseguirsi di messaggi di solidarietà. «Torna presto» è la frase più ricorrente sulla pagina Facebook dei due attivisti. «Ti ho nel cuore», aggiunge qualcuno. E c’è chi ricorre alla poesia parafrasando i “Soldati” di Ungaretti e postando un «Si sta come a Gaza sulle barche dei pescatori» per esprimere vicinanza.
La missione principale che ha portato Ism Italia a Gaza è quella del “diritto al ritorno”, emerso come una richiesta chiave degli attivisti nei movimenti di solidarietà alle aspirazioni di libertà dei palestinesi.
Oggi i sette milioni di palestinesi sparsi per il mondo rappresentano il più grande gruppo di rifugiati al mondo, un terzo della popolazione totale di rifugiati. Il loro diritto di tornare alle proprie case e di ricevere un indennizzo per i danni causati, sostengono gli attivisti, sono sanciti dal diritto internazionale. E citano la risoluzione 194, che l’assemblea generale delle Nazioni Unite ha adottato l’11 dicembre 1948.
Altro scopo della visita è la consegna dei fondi raccolti a sostegno dell’ospedale di Al Awda. L’embargo internazionale e i ripetuti bombardamenti che si sono susseguiti nell’operazione “Piombo fuso” sulla Striscia hanno portato al collasso le già provate infrastrutture di uno dei territori più densamente popolati del pianeta. Le strutture sanitarie e ospedaliere non sono state risparmiate e l’assistenza sanitaria è un imperativo.
Una missione di solidarietà, quindi, in una realtà che sembra aver perso ogni traccia di umanità. A questo si richiama Enzo Del Medico, chiudendo le comunicazioni con il consueto saluto: «Stay human», ovvero «restiamo umani». In due parole, tutta l’eredità morale di Vittorio Arrigoni.
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