Insegnamento del friulano: i paletti della Filologica

UDINE. Uno sforzo per coordinare al meglio, ottimizzando le risorse, l’insegnamento del friulano in classe, in vista proprio delle imminenti iscrizioni per l’anno scolastico 2014-2015. La Società filologica friulana chiama a rapporto la Regione, chiedendo di attivare, nel rispetto dell’autonomia statutaria, tutte le iniziative che possano favorire l’inserimento e l’insegnamento nelle scuole delle lingue minoritarie in Friuli Venezia Giulia. In particolare, spiega il presidente Federico Vicario, chiediamo «un segnale chiaro alla Regione su quando vuole far partire i corsi di formazione e aggiornamento in marilenghe per i docenti».
Vicario non nasconde la preoccupazione per «il quasi dimezzamento dei fondi per l’insegnamento del friulano; speriamo di avere maggiori risorse nel bilancio di assestamento».
Il consiglio generale della Filologica ha perciò approvato una mozione sullo stato della scuola friulana. Un documento per richiamare anche l’attenzione delle famiglie degli alunni e delle istituzioni scolastiche, oltre che degli organi amministrativi e decisionali di enti territoriali locali, sull’importanza della scelta dell’opzione per l’insegnamento di lingua e cultura friulana.
«La scelta della marilenghe – è scritto nella mozione – nella scuola dell’infanzia e dell’obbligo, all’interno del curricolo, diventa anche una scelta di amore e di rispetto per il piccolo territorio e la sua millenaria civiltà, un necessario atto di comprensione della realtà attuale attraverso la conoscenza e la pratica della lingua friulana posta in un contesto di plurime tradizioni popolari». Ecco perchè «la Regione (con la Direzione regionale scolastica) – sottolinea Vicario –, non avendo competenze primarie sulla scuola, deve supportare l’Ufficio scolastico regionale».
La Regione si è presa in carico la gestione della lista degli insegnanti accreditati per l’insegnamento del friulano «e deve agire in tal senso». «L’anno scorso – prosegue il presidente della società – ben 550 insegnanti (su 1000) hanno frequentato i corsi che la Filologica ha promosso con la Direzione scolastica regionale. Ora chiediamo che la Regione ci dia un segnale chiaro sui percorsi permanenti di prima formazione degli insegnanti e sui corsi di aggiornamento per chi è già in servizio».
Inoltre, la Filologica punta alla definizione della certificazione delle conoscenze in marilenghe dei docenti, con il riconoscimento e la valutazione delle competenze linguistiche e di quelle glottodidattiche. E agli istituti scolastici chiede «la piena attuazione, nell’ambito del Piano dell’offerta formativa (Pof), della quota di autonomia (il 20% del monte ore annuale), di percorsi integrati che sviluppino in un’ottica plurilinguistica lo studio e la conoscenza dell’ambiente e della cultura friulana».
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