Elettrodotto, Valli del Natisone sul piede di guerra

Sindaci in allarme per l’inserimento da parte della Commissione europea dell’impianto tra i piani d’importanza strategica

SAN LEONARDO. Allarmismi ingiustificati, avevano garantito diverse autorità (locali e non) nei mesi scorsi. Mica tanto: il quadro, adesso, cambia, e in maniera sensibile. Può considerarsi tutt'altro che accantonato il contestatissimo progetto dell'elettrodotto Udine ovest-Okroglo, se è vero che la Commissione europea ha inserito il disegno - di recente - nell'elenco dei piani d'importanza strategica per il comparto energia.

Le Valli del Natisone, così (sulle quali la ricaduta dell'infrastruttura sarebbe pesantissima), sono sul piede di guerra: lunedì scorso si è svolto un incontro fra tutti i sindaci dei Comuni del comprensorio, che hanno preso in esame - condividendolo, in linea di massima - un ordine del giorno predisposto dall'amministrazione di San Leonardo e si sono impegnati a porlo in votazione nei rispettivi consigli.

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Da apripista faranno i proponenti: l'assemblea di San Leonardo è convocata in via d'urgenza, allo scopo, per lunedì prossimo, alle 20.30.In assetto di mobilitazione anche il circolo di Cividale e Valli di Sinistra ecologia libertà, che ha sollevato il caso in sede di congresso regionale: «Il manufatto - commenta il consigliere provinciale di Sel Fabrizio Dorbolò - attraverserebbe il nostro territorio nella sua interezza, comportando un impatto ambientale tremendo: deturperebbe in maniera irreversibile le ricchezze paesaggistiche delle vallate del Natisone e stroncherebbe qualsiasi tentativo di sviluppo turistico»

«Organizzeremo - annuncia Fabrizio Dorbolò - una riunione pubblica sul tema, per chiarire le ragioni del nostro categorico no. Per il momento - conclude - ho depositato in Provincia un ordine del giorno in materia, che verrà discusso nel mese di gennaio».

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Impatto devastante, si diceva. I numeri parlano da soli: piloni alti 80 metri, da posizionare a una distanza di 450m l'uno dall'altro. Nel documento di cui sopra il consiglio di San Leonardo esprime «disappunto per non essere stato ufficialmente informato, attraverso canali istituzionali, della prevista realizzazione dell'elettrodotto». «L'iter di progettazione e di richiesta dei finanziamenti per infrastrutture - prosegue il testo - dovrebbe essere concertato con la popolazione residente nell'area interessata e con gli amministratori di zona».

Quindi un esplicito richiamo alla conseguenze che produrrebbe un intervento di tale portata: «Precluderebbe - rilevano da San Leonardo - la possibilità di nuovi insediamenti nelle vallate del Natisone e incentiverebbe, probabilmente, il trasferimento altrove delle poche presenze giovani su cui questo contesto può contare».

Qualora, poi, l'elettrodotto si rivelasse struttura imprescindibile, allora - conclude l'amministrazione - «se ne sposti il tracciato, preservando le nostre valli e quelle dell'Isonzo».

 

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