Musicisti di Udine senza contratto. «Ma al Verdi 14 milioni»

UDINE. Delusi, arrabbiati e sfiduciati, i 40 musicisti dell’Orchestra sinfonica si ritrovano al punto di partenza: il progetto triennale che li vedeva accorpati alla Fondazione Bon è scaduta e quindi, come era già successo in passato, vengono agganciati a un altro contenitore che è l’Associazione musica di Staranzano.
Da 13 anni a questa parte, gli orchestrali si trovano assunti a tempo determinato con stipendi che vanno da 1.100 a 1.300 euro al mese. «Nonostante le promesse della governatrice in campagna elettorale, la Regione non vuole risolvere il nostro problema, ha preferito abbuonare 14 milioni di debito al teatro Verdi di Trieste» ripetono il presidente dell’associazione I sinfonici, Enrico Cossio, e un componente del direttivo, Andrea Liani.
L’Orchestra sinfonica del Friuli Venezia Giulia è nata nel Duemila. Da allora, in questo progetto, la Regione ha investito 20 milioni di euro per poi decidere, nel 2009, di chiuderla e coinvolgere i musicisti che avevano maturato i requisiti per la stabilizzazione in un progetto triennale legato alla fondazione Luigi Bon. Quel progetto è scaduto lo scorso ottobre e ora i musicisti si ritrovano con i requisiti in mano per l’assunzione part-time a tempo indeterminato, ma senza contratto.
«Comprendiamo le motivazione della Fondazione Bon che non ha la possibilità di assumerci, quello che non capiamo è perché il consigliere regionale Martines e l’assessore Torrenti prima di decidere sul nostro futuro non ci hanno coinvolto» spiegano Cossio e Liani ricordando che da disoccupati offriranno comunque il concerto di Natale alla città. I 40 musicisti si esibiranno gratuitamente al teatro nuovo Giovanni da Udine.
«Serracchiani ci aveva garantito un segno di discontinuità rispetto al passato, ma così non è stato» insistono i musicisti facendo notare che a Trieste i soldi per il Verdi sono stati trovati. «Siamo contenti che il Verdi sia salvo, ma noi ci sentiamo figli di un Dio minore» aggiungono i musicisti facendo notare che la Regione aveva proposto alla Fondazione teatro Giovanni da Udine di assumere i 40 musicisti, ma la Fondazione non aveva la possibilità di farlo. A quel punto la Regione ha dirottato gli 800 mila euro all’Associazione musica di Staranzano assicurando ai musicisti di effettuare le prove al Giovanni da Udine.
«Non c’è la volontà politica di voler cambiare le cose» scrivono i musicisti in una lettera indirizzata all’assessore Torrenti, alla governatrice Serracchiani, al sindaco Honsell e all’assessore comunale alla Cultura, Federico Pirone. «Nei giorni cruciali per il nostro futuro - si legge ancora nella missiva - non siamo stati minimamente coinvolti, se non a cose fatte, nei progetti e nelle decisioni riguardanti la nostra orchestra, quello che ci fa più male è la sensazione di non essere ascoltati. Situazione difficile da accettare».
E ancora: «Non possiamo permettere che si giochi ulteriormente sulla nostra pelle e su quella delle nostre famiglie: la dignità del lavoro, come qualche anno fa scrivemmo sui sacchi della spazzatura sotto la loggia del Lionello, è un concetto per noi denso di significato e di valore, in cui crediamo ancora fermamente». In effetti, i musicisti hanno fatto sentire più volte le loro voci sotto la loggia del Lionello dove, per sensibilizzare le istituzioni, hanno organizzato concerti di protesta.
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