Studenti friulani "genietti" sui banchi

Il Nordest è campione di matematica. Lo certificano i risultati dei test Ocse Pisa presentati  a Roma

UDINE. Il Nordest è campione di matematica. Lo certificano i risultati dei test Ocse Pisa presentati a Roma dall’Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione (Invalsi): primo gradino del podio per la provincia autonoma di Trento con 524 punti, seguita da Friuli Venezia Giulia e Veneto con un pari merito a 523 punti. Ma se a essere presi in considerazione sono soltanto i ragazzi “grade 10”, ovvero i 15 sempre promossi, allora la nostra regione è prima con 540 punti, in costante compagnia di Trento e Veneto, fermi a 539.

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Ottimi risultati pure per letteratura e scienze. Nel primo caso la medaglia d’oro è una questione fra Trento, Veneto e Lombardia, tutti fermi a 521 punti, ma il secondo posto del podio è del Friuli Venezia Giulia con 518. A vincere anche nelle scienze sono i genietti di Trento (centrano il trittico matematica- letteratura-scienze) con 533 punti, scalzando dal podio Friuli Venezia Giulia e Veneto fermi a 531.

Risultati che piazzano i ragazzi del Friuli Venezia Giulia fra le eccellenze del mondo. Secondo l’indagine Ocse-Pisa, Trento è all’undicesimo posto della classifica mondiale per le competenze in matematica, il Friuli Venezia Giulia al dodicesimo, il Veneto al 14esimo. Sono ai livelli di Svizzera, Olanda e Finlandia. La Sicilia e la Campania sono a livelli più bassi, quasi al centesimo posto, vicine alla Romania. Per quanto riguarda le competenze nella lettura, il Veneto è al 13esimo posto, seguito da Trento.

La Sicilia occupa una posizione molto più bassa e viene dopo la Repubblica Slovacca. Come detto Trento, Friuli Venezia Giulia e Veneto si distinguono anche nelle scienze: le performance degli studenti fanno guadagnare alle tre aree del Nordest rispettivamente il decimo, l’11esimo e il 12esimo posto della classifica mondiale.

Il rendimento scolastico è collegato, secondo l’Ocse, alla disciplina e alle frequenze: in Italia la percentuale di chi non è mai arrivato tardi a scuola è molto più elevata in Veneto, Trento, Bolzano, Emilia, Friuli (con punte del 75%) rispetto, ad esempio, al Lazio (59%) e alla Calabria (54%). Per quanto riguarda l’assiduità delle presenze: i sempre presenti vanno da un minimo del 37,7% della Campania a un record di quasi l’80% di Bolzano.

La situazione italiana è dunque molto articolata. Tant’è che l’Italia ha una performance media peggiore della media Ocse. Confrontando il 2012 con le prime edizioni della rilevazione Pisa l’Italia evidenzia però segnali di miglioramento: tra 2006 e 2009 i risultati si innalzano e il 2012 conferma tale inversione di tendenza. Lo schema dei risultati interni all’Italia è coerente con quello delle rilevazioni nazionali condotte dall’Invalsi: ampi sono i divari territoriali, con le regioni del Nord Ovest e del Nord Est avanti, mentre il Mezzogiorno, pur con segnali di miglioramento dal 2006 in poi, è sotto la media nazionale, sui cui valori si situa il Centro. Le competenze medie dei quindicenni italiani in matematica sono leggermente al di sotto della media Ocse (circa il 2%, 485 punti a fronte dei 494 della media Ocse).

 

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Fra i paesi Ocse, ottengono un punteggio inferiore all’Italia solo Svezia, Ungheria, Israele, Grecia, Cile e Messico. Sono equiparabili all’Italia (avendo valori che non si discostano in termini statisticamente significativi) Norvegia, Portogallo, Spagna, Repubblica Slovacca e Stati Uniti.

Leggermente migliori i risultati in lettura e scienze, con valori dell’Italia rispettivamente di 490 e 494 (a fronte di valori medi Ocse rispettivamente pari a 496 e 499). Fra i paesi Ocse, ottengono un punteggio inferiore all’Italia solo Cile, Grecia, Islanda e Messico, per la lettura. Si aggiunge anche Israele nelle scienze. Sono statisticamente equiparabili all’Italia, Danimarca, Repubblica Ceca, Ungheria, Lussemburgo e Israele (nella lettura), Danimarca, Francia, Ungheria, Lussemburgo, Norvegia, Portogallo, Spagna e Stati Uniti (nelle scienze).

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Infine, la distinzione di genere: in matematica l’Italia ha una performance mediamente peggiore per le ragazze rispetto ai ragazzi (476 punti a fronte di 494), con un divario che è più ampio di quello registrato nella media dei paesi Ocse (18 punti contro 11). Viceversa le ragazze sono migliori in letteratura (39 punti di scarto rispetto ai maschietti), mentre non ci sono differenze significative nelle scienze.

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