Un robot per salvare i bimbi in ospedale

Udine, l’attrezzatura che sarà acquistata dalla Neonatologia è stata finanziata da due donazioni grazie al “Paese di Lilliput”
Udine 27 novembre 2013 neonatologia Copyright Petrussi Foto TURCO
Udine 27 novembre 2013 neonatologia Copyright Petrussi Foto TURCO

UDINE. A volte, dove non arrivano le istituzioni, arriva il cuore della gente. È successo alla Neonatologia di Udine, cinta da una catena di solidarietà, inanellata intorno ai bambini e per bambini, nel nome di due persone che, con la loro scomparsa, hanno ispirato una raccolta di fondi.

Grazie a quei fondi, dai primi mesi del prossimo anno, il reparto sarà dotato dI un robot interattivo con le fattezze e le funzioni vitali primarie di un neonato, un vero e proprio “simulatore” per le manovre rianimatorie sui neonati con il quale si potranno formare non solo i medici del Santa Maria della Misericordia, ma anche quelli che lavorano nelle altre strutture ospedaliere dell’Area vasta e prepararsi a intervenire in caso di emergenza.

Un’attrezzatura importante per la preparazione del personale sanitario che costa 25 mila euro della quale l’ospedale per il momento non poteva dotarsi. Diversi i rivoli che hanno alimentato quel fiume di risorse.

Uno di questi ci riporta alla memoria di Carlo Lesa, insegnante udinese e allenatore del’Unione nuoto Friuli Udine, morto il 29 gennaio del 2012 a 49 anni in un incidente stradale a Moggio. Più che un allenatore per i suoi ragazzi, Carlo Lesa, quasi un secondo padre, che li incoraggiava sempre a lottare contro le difficoltà e a “volare nella vasca”. Allora i suoi allievi e i suoi collaboratori dell’Unione nuoto, a partire dal professor Maurizio Vidus, hanno pensato di realizzare un progetto a suo nome e di aiutare altre giovani vite a spiccare il volo, quelle dei neonati in pericolo di vita.

L’Unione nuoto Friuli ha quindi avviato una raccolta di fondi attraverso gare e iniziative sportive nel corso delle quali ha ricavato oltre 6 mila euro. La somma è stata consegnata mercoledì al dottor Luigi Catarossi, primario del reparto di Patologia neonatale da una delegazione composta dai familiari di Carlo Lesa, da alcuni dei suoi ex allievi e dal professor Vidus. Una discreta somma è stata inoltre versata dagli eredi di Rita Ottogalli, una signora anziana spirata pochi mesi fa a Codroipo che, nelle sue ultime volontà, ha disposto di devolvere una parte della sua eredità a favore dei bambini.

«Sono commossa dalla generosità dimostrata dalla gente, in un momento in cui le risorse economiche scarseggiano per tutti» commenta Marianna Zanetti, presidente dell’Associazione Lilliput sodalizio al quale sono state destinate le somme e che ha progettato l’acquisto del simulatore.

«Ci vorranno complessivamente 25 mila euro per acquistare l’attrezzatura - riassume la Zanetti – integreremo le somme mancanti con i fondi arrivati all’associazione attraverso le donazioni di tante persone che in maniera anonima giorno dopo giorno versano anche solo pochi euro alla nostra associazione per sostenerne i progetti. Ora – aggiunge – dovremo espletare alcune formalità per provvedere all’acquisto del simulatore, contiamo di poterlo consegnare all’ospedale nei primi mesi del prossimo anno».

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