Sanità, Pordenone resta Cenerentola

Ecco come i tagli favoriscono Trieste rispetto al Friuli L’assessore regionale: «Mantenuti i livelli essenziali»
Di Elena Del Giudice
ANTEPRIMA Udine 7 Aprile 2004. RICHIESTA ARCHIVIO CORRIDOI PRONTO SOCCORSO PER LA SIG. MISSIO Telefoto Copyright Foto Agency Anteprima © (tutti i diritti riservati, citazione obbligatoria) www.anteprimafoto.it
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Nel riparto delle risorse per la sanità, Pordenone esce sempre perdente. Nella bozza delle Linee di gestione per il 2014 si spiega che «è diventato sempre più pressante il dibattito sui finanziamenti dei sistemi sanitari regionali portando alla luce l’inadeguatezza delle metodologie centrate sostanzialmente su base storica, mentre ora si stanno orientando più decisamente su logiche e parametri fondati su costi standard». E in effetti si fa ricorso a nuovi indicatori che mettono in evidenza, peraltro, le differenze di costo tra le tre aree vaste e indicano quale sarà - al di là di quello effettivo - quello che sarà riconosciuto. Salvo poi ripartire una cifra considerevole pari a 298 milioni di euro secondo criteri non decifrabili.

Il risultato è che nel 2014 per ogni cittadino pordenonese la disponibilità sarà di mille 403 euro; ogni residente udinese avrà invece mille 446 euro; l’area triestina è quella in cui si sta meglio - economicamente parlando - in assoluto: mille 563 euro. La cifra è data dalla divisione dell’importo complessivo assegnato alle tre aree per la popolazione pesata (un criterio che somma alla popolazione reale una quota che rappresenta il maggior “peso” delle persone over 65). Al di là dei criteri, il risultato - come si vede - non cambia.

Si dice che non ci saranno tagli lineari, ma se a fronte di un costo - ad esempio – relativo ai farmaci di 168,44 euro, la Regione ne riconosce solo 155, se non c’è un’analisi a monte che rilevi sprechi e inappropriatezza nella prescrizione e nell’utilizzo dei medicinali, quello indicato è o non è un taglio lineare?

Se per gli Afir (che poi altro non solo che i presidi medico chirurgici, diagnostici, ausilii sanitari, articoli di mediazione a categorie di malati affetti da determinate forme patologiche o invalidanti) il costo rilevato nelle tre aree varia da 13 a 11 a 16 euro, e quello riconosciuto si attesta a 10, e fermo restando che le gare in Fvg sono già unificate e quindi il costo di acquisto è uguale per tutti, è evidente che per scendere le Aziende dovranno lesinare i presidi. A chi?

Altra voce i ricoveri. Si va da 740 euro dell’area triestina ai 654 di quella udinese ai 651 di quella pordenonese. Il valore riconosciuto è 630. Ma non è che si potrebbe iniziare a dire che un ricovero al Cro vale di più di un ricovero a San Vito, che un ricovero in cardiochirurgia a Udine vale di più di uno in chirurgia generale a San Daniele?

La Regione, attraverso l’assessore alla Salute Maria Sandra Telesca, spiega che «la riduzione delle risorse a disposizione del servizio sanitario regionale ha reso necessaria una revisione del sistema di finanziamento nelle diverse aree vaste». Il passaggio dalla spesa storica ai costi standard «ci permetterà il mantenimento degli attuali livelli essenziali di assistenza avviando una politica di benchmark basata su parametri oggettivi di riferimento». Attraverso questa metodologia, la riduzione dei finanziamenti si quantifica in 43 milioni in meno per l’area Giuliano-Isontina, 36 per quella Udinese e 11 per quella Pordenonese. L’assessore prosegue affermando che quello che si avvia con le linee di gestione 2014 «è un percorso virtuoso che consentirà un migliore utilizzo delle risorse a disposizione». Risorse che potrebbero anche aumentare in sede di variazioni di bilancio.

Le linee di gestione non si occupano, ovviamente, solo di criteri di finanziamento. La Regione fornisce indicazioni anche sugli investimenti, indicando in 30 milioni le risorse da accantonare per investimenti in conto capitale per la sanità, che al momento non hanno precisa destinazione. Per l’esercizio 2014 si sa che sono disponibili 15 milioni per garantire copertura a canoni di leasing, quote di ammortamento per acquisti già effettuati e quote per interventi in attuazione ad atti di programmazione regionale già approvati, come i Pacs. Gli investimenti aziendali saranno modesti: l’ospedale di Pordenone potrà spendere poco più di 3 milioni di euro, la Ass 6 1,2 milioni e il Cro 2,3 milioni.

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