La Cisl va all’attacco «Riforma mascherata altro che linee guida»

Non “Linee di gestione” quelle abbozzate dalla giunta regionale, ma “riforma mascherata”. Tanti, troppi in alcuni casi, i tagli che si dichiarano non lineari, ma che nei fatti lo sono, che finiranno con penalizzare più di altre l’area vasta pordenonese.
Una serie di rilievi critici alle Linee arriva dalla Cisl di Pordenone, che evidenzia anche alcune contraddizioni tra quanto la giunta aveva dichiarato solo pochi mesi fa, quando «annullate le riforme varate dall’esecutivo Tondo, assicurava per avrebbe rimandato tutte le scelte gestionali future assicurando che non si sarebbero praticati tagli lineari. Oggi - è l’opinione di Paolo Florean - l’entità dei tagli e la situazione ormai compromessa di molte gestioni economiche nei bilanci sanitari, obbligano di fatto a pensare ad una riforma “mascherata” ma necessaria per mantenere in funzione (pur ridimensionati) i servizi alla luce dei fondi che si promettono». Diverse le modifiche, visto che la bozza introduce il criterio dei costi standard su 10 livelli di assistenza riferendosi alla popolazione al 2012. «Di fatto le disponibilità e i contenuti delle linee obbligano i direttori generali delle aziende sanitarie e ospedaliera ad un tour de force per predisporre la scrittura dei piani aziendali per il 2014. Dai dati della bozza - prosegue Florean - è chiaro fin da oggi che tutti dovranno predisporre piani che si basano su una forte riduzione di risorse rispetto al 2013». Per l’area vasta pordenonese si tratta di -3,35% «limitando quell’azione di recupero di risorse nel confronto con altre aree. Su questo - prosegue il sindacalista - non possiamo che segnalare la coerenza di comportamento delle giunte di centrodestra come di centrosinistra visto che chiunque governi alla provincia di Pordenone assegna sempre risorse inferiori che ad altre aree regionali». Nel dettaglio Florean rileva che le risorse sovraziendali passano da 76,6 a 39,6 milioni; 27 sono i milioni accantonati per un successivo riequilibrio; «ma se le indicazioni resteranno queste, la sanità pordenonese si troverà in grosse difficoltà a mantenere gli attuali standard».
Rispetto ai ricoveri, Pordenone deve scendere dal tasso attuale di 147,3 a 140 per mille, mentre altra modifica di rilievo «è il costo del personale. L'indicazione è -1% sul costo standard del 2012, il che per il Santa Maria degli Angeli equivale ad un taglio di risorse per 740 mila euro, ovvero la mancata assunzione di 23 infermieri o 27 Oss, che si somma ai vincoli sul turn over. Altro tema importante è l'applicazione del decreto Balduzzi da parte delle singole aziende. Da qui – considera Florean – discendono scelte che pesano in molti servizi in discussione da anni, penso ad esempio a Maniago, e le misure indicate obbligano ad una riconversione obbligata».
La Cisl propone «di un confronto urgente di tutti i soggetti interessati perchè riteniamo che i contenuti, se applicati alla lettera e confermati i tagli, determinerebbero una vera riforma sanitaria per la provincia che disattende quanto dichiarato dalla giunta imponendo ai direttori generali l'applicazione di misure e scelte operative, Crediamo anche – conclude Florean – che le forze sociali del territorio debbano essere coinvolte per gestire i pesanti effetti che le linee indicano e le misure di forte risparmio che vengono imposte»
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