Crisi ed e-book, chiude “la Bancarella”

Pordenone, dopo 28 anni getta la spugna la titolare della libreria di viale Martelli. «Amo i classici su carta, ma è impossibile competere»

PORDENONE. «I libri non si comperano più». Fine di un grande amore: Maria Pia Scuccato chiude “La bancarella” in viale Martelli. Addio alla libreria condannata dalla decrescita, dopo 28 anni. «Non riesco a coprire i costi dell’affitto – mette a nudo il bilancio la Scuccato -. La crisi ci ha messo in croce e mi sono mangiata i risparmi. Ora basta: svendita al 70 per cento fino al 31 dicembre».

Viene il magone anche ai clienti. «E’ un’istituzione collettiva “La bancarella” – è dispiaciuta Adelaide Missineo -. Significa perdere un valore in città». I conti in rosso virano alle notti passate in bianco, dalla proprietaria. «Anche i macellai vendono libri, ormai, tra le fettine e gli insaccati – Scuccato non perde il gusto dell’ironia sullo shopping senza frontiere -. La liberalizzazione del prodotto-libro nei supermarket, benzinai e nelle poste, ha creato questa situazione di crisi. La attraversano tanti librai. Tra le cause, ci sono le vendite on-line e anche il mercato elettronico degli e-book, che ci ha spiazzato».

Si guarda intorno, la libraia e mostra le edizioni patinate dei libri d’arte, turismo da “globe-trotter” e classici. «La mia “bancarella” ha un posto speciale per i classici – dice quello che l’appassiona alla lettura -. Ho un affetto materno per i libri, in particolare per i classici dell’Ottocento inglese: Jane Austin, Emily Bronte e altri. Ho messo in piedi la libreria dopo la pensione, in Rex-Electrolux nel 1983. Mi occupavo di controlli di gestione e, allora, era chiaro il trend al ribasso: quello che capita nel 2013 è una profezia annunciata».

L’amarezza è concreta e la decisione di chiudere il punto vendita sparge sale sul “furore” per i libri. «Dispiace molto, perché i libri sono “pezzi ‘e core” – è una sentimentale la signora della “Bancarella” -. I centri commerciali e le vendite web hanno rovinato le librerie storiche». La partita del dare-avere non lascia spazi per le intermittenze del cuore. «Ci perdo troppo in libreria e non posso permettermelo – ha messo i conti in chiaro Scuccato -. Credo che sia una situazione condivisa dagli altri shopper». La concorrenza dell’e-buy è sempre più agguerrita e il 30 per cento del business ha traslocato nei centri commerciali: i conti a perdere sono pesanti. «Bisogna aiutare i librai in città – è l’appello della libraia over 70 che non perde l’ottimismo -. Nel 2014 mi dedicherò al volontariato: leggendo libri ai nonni».

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