Sanità, ecco il fisioterapista di comunità

Il servizio medico si sposta sul territorio con incontri di gruppo nelle palestre comunali

PALMANOVA. Dopo l’infermiere di comunità arriva il fisioterapista di comunità, una figura già attivata a Gonars, a Fiumicello e, prossimamente, a Palmanova. La fisiatria quindi si sposta sul territorio con iniziative di rieducazione al movimento e all’esercizio fisico, svolte in gruppo, adeguate alle capacità di cittadini con patologie croniche o con problematiche legate all’età avanzata. Il progetto Erica (Educazione e riabilitazione integrata comunitaria adattata) nasce da alcuni dati di fatto: sul territorio dell’Ass 5 (112.976 abitanti), il 22,5% della popolazione ha un’età superiore ai 64 anni. L’indice di vecchiaia, che rappresenta il numero di persone over 64 ogni 100 residenti under 15, è pari al 179,7%, un indice che rimane sotto la media regionale (186%), ma ben al di sopra di quella nazionale (144,5%). Risulta inoltre che, tra i 35 e i 75 anni, il 21,4% degli uomini e il 27,3% delle donne non pratica alcun tipo di attività motoria, un dato che tende a crescere con l’età. Eppure è dimostrato che una costante attività fisica ritarda il sorgere di disabilità, riduce i rischi di cadute, migliora lo stato di benessere generale. Questo è particolarmente importante per persone anziane già affette da malattie croniche. «La popolazione anziana – precisa il primario di Fisiatria, Marsilio Saccavini - aumenta costantemente. Nei prossimi anni, il livello d’interventi richiesto dagli over 70 sarà sempre più alto e complesso. Il Progetto Erica vuole dare una risposta immediata, lavorando sul fronte della prevenzione». Il progetto, rivolto agli over 70 con limitata attività fisica e a rischio caduta, propone incontri di gruppo, nelle palestre comunali del territorio, tenuti dai fisioterapisti dell’Ass 5. Tante le figure coinvolte nell’iniziativa: l’Ass 5, i Comuni, i fisioterapisti, i medici di base, i medici specialisti, l’infermiere di comunità. Spiega ancora il dottor Saccavini: «Questo progetto attua uno stretto rapporto tra cure ospedaliere, prevenzione e promozione della salute. Va portato avanti in tutte le strutture sanitarie e ospedaliere, ma soprattutto sul territorio».

Monica Del Mondo

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