Test del Dna da record per aiutare la sanità

UDINE. Le tecnologie di sequenziamento del Dna di nuova generazione (Next generation sequencing, Ngs) hanno rappresentato negli ultimi 5 anni una vera e propria rivoluzione nella ricerca biologica e biomedica, consentendo di osservare fenomeni biologici ad un livello di dettaglio finora impensabile, riducendo i tempi per l’analisi dei campioni e diminuendo drasticamente i costi.
«I test del Dna sono convenienti anche sul lungo periodo perché si tratta di analisi “one shot”, ovvero una volta che un risultato è acquisito per un paziente lo è per sempre, a differenza di altri test che devono essere ripetuti nel tempo» ha spiegato la dottoressa Cattonaro, Ngs Lab manager di Iga technology services, la società in-house dell’Istituto di genomica applicata (Iga).
Queste tecnologie di ultima generazione e la capacità di usarle sono un patrimonio della nostra regione proprio grazie ai laboratori dell’Istituto di Genomica applicata (Iga) e di Iga technology services, che si trovano all’interno del Parco scientifico e tecnologico di Udine.
Nel corso di un workshop dedicato a medici e dirigenti degli ospedali del Friuli Venezia Giulia a cui ha preso parte anche il professor Attilio Maseri, cardiologo di fama mondiale che oggi presiede l’organo di indirizzo del Santa Maria della Misericordia, si è parlato proprio di come poter applicare i risultati della ricerca in questo settore – di cui Iga e Iga ts sono leader a livello internazionale – nella pratica clinica.
«Siamo un’eccellenza dal punto di vista scientifico – afferma il professor Michele Morgante, direttore dell’Iga – ma vorremmo che il nostro lavoro di ricerca e le grandi competenze che abbiamo creato e consolidato in questi anni potessero anche essere messe a frutto nella pratica clinica. Per questo abbiamo voluto, tramite questo convegno, mostrare le potenzialità di queste tecnologie, al fine di instaurare relazioni stabili e fruttuose con il settore clinico e portare la nostra regione all’avanguardia in questo ambito, adottando metodologie che al momento in Italia vengono sperimentate solo dalla sanità privata.
Il workshop, organizzato da Iga e Friuli innovazione, ha visto la partecipazione della dottoressa Maria Iascone del laboratorio di genetica medica degli Ospedali riuniti di Bergamo; del dottor Carlo Nobile dell’istituto di neuroscienze di Padova e il professor Enzo Medico, che ha esplorato il campo dell’oncologia, dove il sequenziamento viene utilizzato per cercare di personalizzare la cura.
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