Centro recupero animali, già 800 pazienti

CAMPOFORMIDO. Surplus di lavoro al Centro recupero fauna selvatica di Campoformido, gestito per conto della Provincia da Maurizio Zuliani. Sono in aumento gli animali feriti affidati alla struttura, non perché si siano aggravate le situazioni per cui le bestie possono farsi male - come precisa il titolare del servizio - ma per l’aumentata sensibilità verso il benessere animale.
Già più di 800, quest’anno, gli esemplari curati e liberati, dai caprioli a vari tipi di volatili: gli incidenti stradali e l’abbandono di cuccioli i motivi più frequenti per cui i recinti di via San Daniele 11 si riempiono di ospiti piccoli e grandi, affidati alle sapienti cure di Maurizio che questo mestiere lo fa con passione da più di 15 anni. Gli animali che arrivano al centro sono quelli tipici della nostra regione, ma all’inizio dell’estate anche un esemplare di strolaga maggiore, rarissima in Italia. Infatti, di solito l’area in cui sverna questo volatile, dalle dimensioni di una grossa anatra, si ferma all’Europa centrale. «Recuperata dalla forestale di Ovaro a Prato Carnico - spiega Zuliani -, aveva preso un colpo e non era in grado di volare per tornare nel suo habitat tipico dell’Islanda. Curata e nutrita con una ventina di sardine a pasto, è stata infine liberata alle foci del Cormôr, nel porticciolo di Muzzana».
I selvatici che arrivano al Centro sono consegnati a volte direttamente da privati: «Le persone non sopportano di vedere soffrire un animale - dice Zuliani -: sono venuti a mezzanotte a portarmi una lepre ferita». Più spesso la consegna avviene attraverso i due agenti del Servizio recupero fauna selvatica che fa capo alla Provincia di Udine, Alberto Della Vedova e Giovanni Zufferli. Il numero verde 800961969, attivo tutti i giorni (Natale compreso) dalle 7 alle 19, squilla in continuazione. Può essere un cigno in difficoltà come un cinghiale o un capriolo investiti lungo le strade della pianura fino a Lignano, dove ormai si sono spinti gli ungulati; si sono visti perfino cervi a Pozzuolo. A volte sono le scuole a chiamare: il passerotto caduto dal tetto o il piccolo gabbiano che non sa volare vengono raccolti.
Paola Beltrame
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto








