Tavagnacco, le oche diventano un caso

Cattivi odori e problemi igienico-sanitari: alcuni abitanti di Cavalicco si rivolgono a sindaco, polizia locale e ufficio ambiente

TAVAGNACCO. Stanno diventando un autentico caso le oche stabilitesi spontaneamente nella roggia tra Adegliacco e Cavalicco. I due paesi sono spaccati tra chi questi animali li coccola, portando loro da mangiare e fotografandoli, e chi è infastidito dalla loro presenza e si lamenta per i cattivi odori e per la scarsa igiene della zona.

Due vedute diametralmente opposte, con i cittadini pro oche che tentano una difesa d’ufficio mobilitando il popolo del web con l’avvio di gruppi ed eventi su Facebook.

La parte di residenti contro le oche, però, ha preso carta e penna e si è rivolta al comandante della polizia locale di Tavagnacco, all’ufficio ambiente e al sindaco Mario Pezzetta. Si tratta di un gruppo di persone che vive nella zona a sud dell’abitato di Cavalicco, a pochi passi da dove le oche friul-canadesi si radunano la mattina e nel tardo pomeriggio.

«Con la presente – scrivono questi cittadini di Cavalicco – siamo a segnalare una condizione di degrado e scarsa igiene ambientale in luogo pubblico. Parliamo dell’area attraversata dalla pista ciclabile che scorre lungo via della Roggia, dove la presenza costante di una colonia di volatili (una decina di oche e una trentina di anatre) provoca la contaminazione massiva del terreno con escrementi e piumaggi, mettendo a repentaglio la salute dei residenti e di tutte le persone che transitano a piedi, in bicicletta o di coloro che accompagnano i bambini con il passeggino, obbligandoli a spostarsi nella parte opposta della carreggiata».

«Spesso – aggiungono - questi animali invadono la sede stradale, creando difficoltà alle auto, costrette a effettuare manovre brusche per evitare investimenti».

I cittadini, inoltre, puntano il dito contro coloro che portano cibo a queste oche, creando un problema di tipo igienico-sanitario: «C’è una continua presenza di persone che svuotano sulla pista ciclabile secchi o addirittura pentole di avanzi di cibo e pane vecchio. Pur amando gli animali, non possiamo fare a meno di segnalare come il cibo avanzato diventi un’ottima attrattiva notturna per ratti e topi».

Quattro le richieste avanzate al Comune per risolvere la situazione: l’installazione di cartelli per vietare la distribuzione di cibo, l’avvio di verifiche igienico-sanitarie e di controlli sulle nascite di questi esemplari di oche, un loro eventuale trasferimento in un’area più adatta del territorio, magari recintata.

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