Cervi morti, il mistero continua

RAGOGNA. Il mistero continua: dagli esami eseguiti dall’Istituto zooprofilattico di Udine sui cervi morti all’inizio dell’estate nel parco privato sul monte di Muris non è emerso alcun elemento che possa risolvere il mistero. A confermarlo una componente della famiglia Perosa, proprietaria dell’area.
«Quello che rimane è solo tanto amaro in bocca», riferisce sconfortata la signora Perosa che conferma come dagli esami tossicologici non sia stata rilevata la presenza negli animali di nessuna sostanza tossica, nessun virus e nessun batterio killer.
Gli esami hanno anche evidenziato come gli animali vivessero in un contesto per loro perfetto: ciò significa che prima della causa misteriosa i capi godevano di ottima salute. La vicenda della morte dei 20 cervi deceduti quindi è destinata a rimanere avvolta nel mistero.
Da molti decenni sul monte di Muris la famiglia Perosa, imprenditori di Villanova di San Daniele noti per la propria attività nel campo delle pitture edili e delle decorazioni, ha realizzato un vero e proprio parco naturalistico nel vasto appezzamento che circonda una delle loro residenze.
Per puro amore della natura e degli animali, il capofamiglia Pietro Perosa, qualche decennio fa aveva creato uno splendido parco popolandolo di cervi, di daini, caprioli e pavoni.
Dopo la scomparsa di Pietro, sono i figli a prendersi cura degli animali. In primavera i primi decessi, ma alla fine gli esemplari deceduti sono risultati essere una ventina.(a.c.)
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