Taghleef verso l’Egitto e i lavoratori scioperano

San Giorgio di Nogaro: ieri il personale ha incrociato le braccia per otto ore. Oltre all’eventuale delocalizzazione, sul tavolo il mancato rinnovo del contratto

SAN GIORGIO DI NOGARO. Sciopero di otto ore, ieri, alla Taghleef industries spa di San Giorgio, in cui lavorano 280 addetti, per il mancato rinnovo del contratto nazionale (Ccnl) di settore: è stata anche una forma di protesta contro le proposte riorganizzative dell'azienda che prevedono la terziarizzazione di un reparto e la “messa in discussione” di due linee produttive: sindacato e lavoratori temono la delocalizzazione di queste produzioni nel nuovo impianto in Egitto.

Valerio Garzitto, amministratore delegato di Taghleef, ribatte che «la situazione viene manipolata: non voglio controbattere a qualcosa di inesistente». Sciopero comunque riuscito, secondo il sindacato, che ha comunicato all'azienda di aver avuto mandato dai lavoratori «del blocco degli straordinari in tutte le unità produttive, proprio a seguito delle problematiche sorte dopo l'incontro con la direzione».

«Lo sciopero è stato proclamato non solo sul tema del Ccnl - dice Augusto Salvador della Femca-Cisl-, ma anche per una contrattazione aziendale appena iniziata e che si presenta complessa. I temi sono relativi alla obsolescenza di alcune linee produttive che, secondo la direzione, vanno riammodernate con opportuni investimenti. Parallelamente l'azienda ha manifestato la volontà di chiedere più flessibilità al personale. Per questi aspetti abbiamo fatto un primo incontro sindacale al quale faranno seguito altri e pertanto le rappresentanze sindacali chiederanno che le proposte aziendali vengano riassunte in un documento da portare all'assemblea dei lavoratori. I rischi derivanti da una mancata soluzione alle problematiche potrebbero causare possibili terziarizzazioni, o peggio, la dismissione delle linee interessate».

Antonino Mauro, della Uiltec-Uil, chiama in causa l'ad Garzitto, chiedendo la sua presenza alle trattative, «perchè ci spieghi - afferma - quali sono le intenzioni della proprietà, visto e considerato che ha avviato un impianto in Egitto. Deve dirci se il sito di San Giorgio rappresenta ancora un'eccellenza. Ora si mettono in discussione le due linee produttive, si ipotizza la chiusura di un metabolizzatore e si propende per la terziarizzazione: i lavoratori hanno disapprovato le proposte dell'azienda anche perchè sminuiscono le professionalità».

«Queste novità ci hanno colto di sorpresa - precisa Leonardo Mauro della Filcetem Cgil - soprattutto calcolando che siamo sotto produzione e mi riferisco al reparto di rigenerazione che rimette in produzione il granulo prodotto, cuore dei reparti produttivi: se viene fermato, blocca tutte le linee. Taghleef industries, gruppo Al Ghuarair con sede a Dubai (Emirati Arabi), è uno dei maggiori produttori mondiali di film di polipropilene bi-orientato, destinato principalmente al mercato dell'imballaggio nei settori alimentare e non e delle etichette.

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