Un piano di rilancio per Palini&Bertoli

San Giorgio di Nogaro, l’ha presentato l’azienda controllata da Abramovich al vertice. Negativi invece i segnali che arrivano da Artenius

SAN GIORGIO DI NOGARO. A sorpresa la Palini e Bertoli Evraz presenta a Regione e a Confindustria Udine le azioni che intende intraprendere per assicurare il rilancio e la competitività sul mercato del sito di San Giorgio di Nogaro. «Stiamo monitorando con attenzione la situazione del mercato e decideremo il 26 ottobre se ripartire con la produzione o meno», ha riferito Dmitrij Scuka, general manager di Epb.

Nel corso dell’incontro sono stati discussi possibili sostegni governativi, in particolare ai progetti ambientali. Soddisfatto il vicepresidente della Regione Sergio Bolzonello per l’approccio serio e costruttivo del management Epb rispetto alla situazione. Tra un mese un incontro per approfondire i dettagli del sostegno in campo ambientale e Maurizio Balzarini, della Cgil, chiede alla Regione un tavolo con il sindacato per essere informati sull’incontro.

Nulla di fatto, invece, per la Artenius: il commissario straordinario di La Seda de Barcellona dà forfait all’ultimo momento e salta l’incontro promosso dalla Regione. Il sindacato affila le armi ed è pronto a dare battaglia per non far «morire l’azienda».

Lunedì incontro in sala consiliare a San Giorgio, tra i sindacati e il sindaco Pietro Del Frate, per decidere cosa fare, anche a fronte delle manifestazioni di interesse presentate per l’acquisto dello stabilimento alle quali il commissario non risponde. E intanto agli impianti mancano gas ed energia.

«Non staremo certo qui a morire con quattro gruppi che aspettano di comprare Artenius - dice Augusto Salvador, della Femca Cisl -: se sarà necessario andremo a Roma e a Barcellona a snidare il commissario. Sono adirato per il comportamento del general manager Antonio Crous Millet che si è rivelato inaffidabile e ha tradito il patto siglato ad agosto, quando ci garantiva cassa integrazione e pagamento delle utility: ciò non è avvenuto e ora si è senza gas ed energia, che di fatto stanno mettendo in pericolo la sicurezza degli impianti. Vorrei evidenziare che ha tradito anche il ruolo di commissario che è quello di garantire il lavoro e pagare i debiti vendendo le aziende. Siamo ben decisi a fargli scoprire tutte le carte: ci sono 150 famiglie in attesa, e il 30 novembre termina la cassa integrazione».

Antonino Mauro, della Uiltec Uil, chiede «perché il commissario non fa come in Grecia dove ha venduto lo stabilimento Artenius ai turchi? Perché non fa lo stesso per quello di San Giorgio che ha delle manifestazioni di interesse? Se non ci sono i presupposti per farlo ripartire, venda a qualcuno che ha un piano per farlo, prima che sia troppo tardi. Il commissario, ieri, aveva il dovere, di spiegare alla Regione quali sono le prospettive per il sito di San Giorgio, ma non presentandosi vuol dire che non sa cosa fare».

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