La biglietteria è in funzione ma in stazione non si entra

PINZANO. A Pinzano non esiste un rivenditore di ticket per i bus sostitutivi della tratta Sacile-Gemona, salvo la biglietteria automatica, nuova di zecca, installata nella stazione ferroviaria, funzionante, ma di fatto inutilizzabile, perché ubicata in una struttura chiusa. Uno studente, utente della linea, si è infatti recato alla stazione di Pinzano per acquistare i biglietti per raggiungere Maniago. Non soltanto è rientrato a casa a mani vuote, ma è stato pure fermato dalle forze dell’ordine, impegnate in un controllo di routine sul territorio, che gli hanno chiesto che cosa stesse facendo. La segnalazione è stata raccolta dal comitato dei pendolari Alto Friuli: il ragazzo ha raccontato di essersi recato in stazione a Pinzano in quanto sapeva che all’interno dei locali c’era una biglietteria automatica in servizio, sebbene la linea Sacile-Gemona sia chiusa dallo scorso 6 luglio. Lo studente è entrato nel piazzale della ferrovia e si è diretto verso l’entrata della stazione, dal momento che ha trovato il cancelletto accostato e nessun cartello che vietasse l’accesso. Ma se il giovane era convinto di potere effettuare l’acquisto, si è dovuto presto ricredere: la porta della stazione era chiusa con una grata, nonostante all’interno sia attiva la biglietteria automatica. Di più: nella struttura, si sa, non lavora nessuno, ma i condizionatori della stanza del capostazione quel giorno risultavano funzionanti e facevano pure molto rumore. Doppio spreco di denaro pubblico, quindi, come hanno messo in evidenza i componenti del comitato dei pendolari, che hanno ricordato come la biglietteria automatica di Pinzano sia addirittura di ultima generazione, con schermo touch screen.
Una volta constatata l’impossibilità di effettuare l’acquisto, il giovane si è fermato a leggere gli orari appesi nella bacheca posta a lato dell’ingresso della stazione: dopo qualche minuto, però, sono sopraggiunte le forze dell’ordine, che hanno richiesto al ragazzo cosa stesse facendo. «Dopo le spiegazioni date dallo studente, persino i carabinieri sono rimasti sorpresi – ha raccontato il comitato –. Il ragazzo ha detto alle forze dell’ordine dell’esistenza del servizio sostitutivo e del disagio relativo all’impossibilità di acquistare i biglietti di viaggio. Nessuna tabaccheria, infatti, li vende più e gli autisti a bordo non li fanno. Una situazione surreale e paradossale, tanto quanto la saga relativa alla riapertura della tratta e al passaggio di proprietà dallo Stato alla Regione».
Giulia Sacchi
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